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Avrete sicuramente sentito parlare negli ultimi anni di DevOps, una parola che se aggiunta alla parola Cloud tende a confondere le idee in una conversazione. La teoria del DevOps può essere riassunta nell’idea che ogni componente di un’infrastruttura tecnologica può essere governata tramite codice, che in assenza del Cloud non sarebbe del tutto vera (qualcuno dovrebbe comunque montare i server nel rack :). L’aspetto chiave nella frase precedente è che tutto diventa ripetibile, si prende la ripetibilità del software e la si applica alle operations in datacenter, facendo diventare il deploy di un server (o di un cluster) un’operazione testabile e ripetibile.

Questo tipo di approccio aumenta il rapporto tra server amministrati e system administrator, rendendo il processo di deploy rapido (si parla di minuti/ore non più settimane) utilizzando procedure testate da poter eseguire in parallelo.

Lo scenario ideale sarebbe una sorta di Nirvana in cui l’intera infrastruttura gestita da software sarà in grado di identificare come tali i failure e gestirne il recovery autonomamente tramite azioni prestabilite. Alcune organizzazioni come Netflix (Streaming) hanno rilasciato servizi chiamati “Chaos Monkey” per simulare failure nell’infrastruttura e testare il self-healing della stessa.

Un ulteriore punto fondamentale è l’implementazione nell’organizzazione di processi come il Continuous Integration e Deployment, abbattendo di fatto il muro tra sviluppo e system administrators. Eliminando la staticità dell’ambiente di produzione, non utilizzando di fatto i vecchi processi di change management che lo regolavano. Esempio di questo tipo di infrastruttura possono essere siti come Etsy (Handcraft Marketplace) o come IMVU (Online Game) dove si raggiungono più di 50 deploy in produzione di codice al giorno.

Fatte queste premesse, arriva anche in Italia la famosa conferenza DevOps Day 2012, si terrà a Roma il 5 e il 6 Ottobre, presso Casa dell’Aviatore. Una due giorni di respiro internazionale all’insegna di presentazioni e discussioni anche in format OpenSpace (http://www.devopsdays.org/pages/open-space-format). Sicuramente un modo per condividere le proprie idee e le proprie esperienze nel campo, ma anche un’ occasione per chi intende avvicinarsi a quello che è più un movimento culturale piuttosto che un nuovo ruolo nelle organizzazioni IT.

 

Sono aperte le registrazioni sul sito: http://www.devopsdays.org/events/2012-italy/

 

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