A proposito dell'autore

E’ Founder & Executive di AreaNetworking.it, uno dei maggiori punti di riferimento online del settore ICT ed il più grande Cisco Users Group ufficiale in Italia. E’ fondatore e presidente di Tesla Club Italy, club ufficiale italiano per appassionati e possessori Tesla. E’ stato l’ideatore & Event Director del festival ICT e Business Development Manager in Smau. Owner di CiscoForums.it. Amministratore di Lagni Group Srls.

Lo scorso 6 Giugno tutto il mondo ha festeggiato IPv6 (leggi il nostro articolo), con il World IPv6 Day.

Come sappiamo tutti, di IPv6 si parla da moltissimi anni e dal momento in cui noi vogliamo dare evidenza ai fatti, rispetto alle parole (d’altra parte, lo slogan dell’IPv6 Day era “Ora si fa sul serio“) oggi vi vogliamo condividere l’esperienza di Ehiweb, nostro Sponsor Tecnologico. Per fare questo, abbiamo coinvolto Matteo Sgalaberni, CTO dell’azienda.

ANW: Gentile Matteo, innanzitutto ci spieghi cos’è Ehiweb e di cosa ti occupi in azienda?
MS: Ehiweb è un e-commerce che propone al pubblico, privato o aziendale, servizi telecom: ADSL, VoIP, SMS, domini, fax virtuali, hosting, housing, server, cloud, etc.
Il nostro sito è semplice da navigare, ricco di funzioni rapide e interazioni sociali, in linea con i dettami previsti dal Web 2.0.
Io ricopro l’incarico di direttore tecnico e sono in prima linea quando si tratta di decidere tutte le novità da implementare sulla nostra rete.

ANW: Quali servizi da voi erogati sono interessati da IPv6?
MS: La nostra rete ADSL italiana è già IPv6 enabled di default. Questo significa che qualsiasi nostro cliente, dotato di un router IPv6 ready, può collegarlo e navigare in IPv6 in maniera nativa.
Forniamo IPv6 a tutte le ADSL facendo provisioning degli indirizzamenti tramite DHCPv6.
I nuovi server per gli hosting sono provvisti di IPv6 e anche tutto il Data Center è operativo in IPv6. In pratica ogni nostro cliente può chiederci indirizzamenti IPv6 e siamo pronti a fornirli normalmente, come in IPv4.

ANW: Nel nostro articolo pubblicato il giorno dell’IPv6 Day 2012 abbiamo sottolineato come tra la lista degli operatori di tutto il mondo con IPv6 implementato non vi siano presenti operatori italiani. Cosa ne pensi a riguardo?
MS: In realtà noi abbiamo fatto subito richiesta per comparire in quella lista, ma probabilmente per il troppo carico di quel sito non siamo stati pubblicati.
Credo ci siano molti operatori in Italia che si sono mossi e si stanno muovendo in IPv6 ma il
problema più grande è il rollout lato cliente.
Per gli ISP è sicuramente più facile e veloce adottare IPv6. Per gli operatori che forniscono anche servizi di connettività è qualcosa di più complesso. Ci si scontra contro problemi di compatibilità, malfunzionamenti, e tantissimi problemi legati alle CPE (i router in casa dei clienti finali).

ANW: Da un punto di vista strettamente tecnico, quali sono stati i passi per implementare IPv6 nelle vostre infrastrutture?
MS: Abbiamo cominciato prima di tutto facendo il corso base IPv6 che il RIPE fornisce a tutti gli associati. La nostra prima partecipazione risale al 2010.
Una volta acquisita più consapevolezza sui passi da muovere, anche in relazione alle questioni “amministrative” del RIPE, abbiamo richiesto la prima rete e cominciato a fare esperimenti.
Abbiamo così cominciato a fare laboratorio dentro la nostra LAN e nel contempo a richiedere ai vari vendor di apparati che utilizziamo, uno scouting per verificare il livello di compatibilità di IPv6.
Il nostro obiettivo principale ovviamente era quello di fornire V6 alla maggior parte dei nostri clienti, e in particolare ai clienti ADSL.
Non solo i vendor sono stati coinvolti in questo scouting ma anche i nostri “upstream”, i carrier a cui siamo interconnessi per la banda Internet.
Alla fine del 2011 eravamo con il core della rete pronto, però non potevamo partire sul fronte ADSL per alcune mancanze sul software di base dei nostri router di Core.
Con un tour de force negli ultimi mesi, prima dell’IPv6 day, siamo riusciti a testare la maggior parte delle CPE che vendiamo, i router FRITZ! dell’AVM, che supportano pienamente IPv6.

Abbiamo così deciso di rendere operativo IPv6 su tutta la nostra rete di accesso, per tutti i clienti. In pratica da noi basta avere un router ADSL IPv6 ready per navigare in IPv6.
Gli step che hanno portato a questo sono molteplici: per fare il rollout di una tecnologia simile bisogna mettere le “mani” su tutte le parti della rete, ri-considerare tutti gli aspetti di provisioning, monitoring, security, load balancing e così via.
Serve quindi un grande sforzo di coordinazione e organizzazione per produrre un piano di adozione di IPv6 che non porti a “rotture” o problemi “buffi” nella rete.

ANW: Quante risorse e tempo hanno impiegato questi lavori?
MS: Abbiamo cercato di gestire l’attività nella maniera più snella possibile, io e un mio collega siamo riusciti a progettare e mettere in opera tutto il cambiamento.
Sono stati poi coinvolti altre risorse per la messa in opera di alcune modifiche sui nostri software gestionali, per gestire anche le valorizzazioni IPv6 nell’asset di indirizzamento.

ANW: Come pensate di “forzare” la vostra clientela, progressivamente, le connessioni solo in IPv6 e non più in IPv4?
MS: Consigliamo a tutti i nostri clienti di acquistare router FRITZ!, in questo modo hanno subito la connettività in IPv6. Il modo migliore per diffondere IPv6 è ovviamente tenere aggiornato il proprio asset tecnologico e utilizzare vendor che hanno questo tipo di “sensibilità” nella ricerca e nello sviluppo.
Spesso vendor “low cost” non hanno questa sensibilità, perché puntano al mass market.

ANW: Secondo la tua opinione, fra quanto IPv6 sarà definitivamente il nuovo standard?
MS: Difficile dirlo, oggettivamente su molti punti di rete è ancora impossibile adottarlo perché tanti vendor non sono ancora pronti.
La stessa Cisco ha apparati “vecchi” che non sono aggiornabili e di fatto risultano obsoleti per questa tecnologia, oppure “nuovi” apparati con mainstream release precedenti che non prevedono le nuove funzionalità IPv6 o soffrono di gravi bug.
Per tutte queste ragioni, ma ce ne sarebbero tante altre, credo che passeranno anni prima di vedere ogni giorno IPv6 come default.

ANW: Bene, grazie Matteo per averci riportato il vostro caso reale.
MS: Grazie a voi!

  • Raffaele

    Direi che l’iniiativa e’ piú che apprezzabile, anche se mi risulta ci siano altri provider che si stanno muovendo come telecom italia.

  • francesco

    Ciao, ottima cosa e mi piacerebbe sapere i dettagli…

    – /64 assegnata statica? c’e’ anche un segmento punto a punto?

    – come funziona il tutto? prefix delegation/dhcpv6?

    – template…? http://www.internode.on.net/support/guides/internet_access/ipv6/cisco_routers/

  • Ciao Francesco,
    forniamo una /48 dinamica via DHCPv6-PD.

    Consigliamo
    ai nostri clienti dispositivi come router i FRITZ!Box di AVM che
    supportano IPv6 e si autoconfigurano in maniera semplice e veloce.
    Per
    un’utenza più esperta e attrezzata, possiamo fornire dei template per
    IPv6 per IOS, che è in linea con l’esempio che hai linkato.

    Se vuoi altre informazioni tecniche e dettagliate, contattami pure in privato! ;)

    Ciao e buon lavoro,

    Matteo Sgalaberni

  • Grazie dell’apprezzamento :)
    E’ una buona notizia che un colosso come Telecom abbia raccolto la sfida dell’IPv6, anche se ancora in fase sperimentale.
    Noi siamo operativi dal 6 Giugno, lo abbiamo annunciato in un post sul nostro blog in occasione dell’IPv6 Day:
    http://blog.ehiweb.it/2012/06/10/ehiweb-e-tra-i-primi-a-lanciare-la-nuova-generazione-di-profili-adsl-ipv6/

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