France Telecom, continuano i suicidi

Titolo e argomento forte e delicato rispetto a quello di cui discutiamo di solito. Purtroppo, però, facendo informazione va giustamente trattato anche ciò che è negativo. , una delle maggiori aziende al mondo di Telecomunicazioni, è protagonista ormai da 2 anni di una serie di avvenimenti a dir poco preoccupanti: dei dipendenti. L’ultimo proprio ieri. Un uomo di cinquantuno anni, infatti, marito e padre di due figli, si è gettato sull’autostrada da un cavalcavia ad Annecy, nel sud della . L’uomo ha lasciato in auto una lettera per la famiglia motivando la sua tragica e dolorosa scelta a causa del clima aziendale divenuto insostenibile.

La situazione è a dir poco sconvolgente. Da Gennaio 2008 i sono stati, in media, di uno al mese. La penultima vittima un ragazzo di ventotto anni, l’11 Agosto. Si è tolto la vita in casa. Altro suicidio nemmeno un mese precedente, precisamente il 14 Luglio.

Clima insostenibile, forti pressioni aziendali, assegnazione di incarichi denigranti, mobilità continua e forzata. Queste sono alcune delle tante motivazioni dei che stanno continuamente, sembra senza alcuna sosta, coinvolgendo . Un approccio globale, quindi, che scatena questi drammi in un po’ tutte le sedi dell’azienda, visto che i non si concentrano in una zona specifica ma avvengono in molte città sparse nel paese.

Il tutto sembra provenire dalla privatizzazione dell’azienda nel 2004 e soprattutto dal successivo piano di ristrutturazione, applicato dal 2006 e consistente in licenziamenti, trasferimenti obbligatori, cambi di ruoli, etc. Molte manifestazioni sono state fatte dal personale della società e più volte i sindacati hanno tentato di fermare, a quanto pare senza risultato, questi terribili avvenimenti. La situazione è molto grave. Dal 2004 ci sono state ben 22000 dimissioni volontarie. E’ un numero altissimo se pensiamo che da lavoro a circa 150000 persone.


La direzione dell’azienda ha promesso più volte di “fare qualcosa” per fermare queste morti. A volte, però, ha anche tentato di giustificare il gesto attribuendo fragilità mentale, ad esempio, ad una donna che si è buttata dal quarto piano di una sede . E’ intollerabile che si tenti di dare un senso a questi tragici gesti. E’ palese che c’è problema di tipo direzionale e organizzativo da parte dei vertici.

C’è anche da chiedersi se è possibile che il suicidio sia l’unica reazione possibile. Perchè il suicidio? Sono gesti che vanno, tra virgolette, compresi ma non approvati. Cosa sta succedendo di preciso all’interno di ?

Intanto i sindacati francesi hanno dichiarato guerra alla Direzione dell’azienda, usando toni forti anche contro lo Stato visto che, tra l’altro, è anche uno dei maggiori azionisti della società con il 27%. Il ministro del lavoro Xavier Darcos, infatti, si è incontrato con Didier Lombard, Amministratore Delegato di , per delineare delle azioni concrete per risolvere il problema.

ha adottato varie azioni come la sospensione momentanea della ristrutturazione organizzativa, la sospensione dei cambi ruoli, dei trasferimenti e perfino la consultazione e messa a disposizione di numerosi psicologici e responsabili per le risurse umane che dovranno occuparsi del personale. Forse, probabilmente e purtroppo, comunque, non si sta andando alla fonte del problema. Restiamo in attesa di vedere come si evolve la triste vicenda.

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