Italiani all'estero nel settore IT: Andrea Pezzotti
domenica 26 aprile, 2009Autore: Federico Lagni
AreaNetworking ha intervistato Andrea Pezzotti.
ANW: In che città vivi e lavori attualmente?
AP: Vivo a Malmö in Svezia, collegata tramite l’Øresundsbron a Copenhagen (Danimarca), dove lavoro.
ANW: In quale azienda lavori e con che ruolo? Di cosa ti occupi?
AP: Lavoro per AT&T Denmark in qualitá di Solution Architect e Lead Designer.
Mi occupo dei progetti, dalle specifiche originali fino al roll-out; invento la soluzione e la disegno, ne seguo i cambiamenti discussi con il cliente, scelgo l’hardware, il software ed i protocolli da utilizzare. Inoltre mi occupo delle previsioni temporali, calcolo del budget, misurazione delle risorse; il tutto a stretto contatto con i gruppi tecnici, manageriali e direttivi della mia societá e del cliente.
ANW: Da quanto sei all’estero?
AP: Al termine dell’estate, un anno tondo.
ANW: Avevi già avuto esperienze di vita all’estero?
AP: In passato mi sono mosso da Roma a Milano per fare esperienza, all’estero é la prima volta.
ANW: Cosa ti ha spinto a migrare?
AP: Devo immedesimarmi nel periodo antecedente la partenza, l’idea di un´esperienza estera mi ha sempre affascinato, in Italia tutti ne parlano come l’eden anche se pochi hanno fatto il passo.
Il lavoro era interessante per una crescita professionale, AT&T é la prima societá di telecomunicazioni al mondo e le condizioni economiche facevano impallidire quelle italiane.
ANW: Hai subito uno sconvolgimento delle tue abitudini?
AP: Totale, ma mantengo i miei punti saldi: pranzo alle 13 e ceno alle 20, non riesco proprio a pranzare alle 11 e cenare alle 18!
ANW: Dal punto di vista culturale e sociale, quali cambiamenti hai constatato?
AP: Mi sono ritrovato in un mondo nuovo, il sociale é sponsorizzato dallo stato e dalle tasse, scuole gratuite, servizi e mondo del lavoro funzionante.
Diciamo che, di contro, non dovendo mai districarsi nell´italico “arrangiarsi” le persone sono tendenzialmente passive e non conoscono lo stress; gli inverni sono rigidi e veramente poco illuminati, questo porta la gente a rinchiudersi in casa durante la settimana ed al weekend ubriacarsi, uomini e donne, oltre ogni limite.
L’efficacia dei mezzi pubblici la fa da padrone, anche perché le forze dell´ordine non hanno mano leggera e per guida in stato di ebrezza c’è l’arresto.
ANW: Quanto difficoltoso è stato il tuo ambientamento?
AP: I primi mesi sono stati critici, un forte impatto con il mondo nuovo e l´abbandono forzato della vita abituale.
ANW: Quale considerazione c’è degli italiani e in generale dell’Italia nel paese in cui ti trovi?
AP: Stranamente in Scandinavia l’italiano è ben visto, molte persone ci scelgono come meta di vacanza, adorano il nostro cibo e la nostra lingua “so sweet and romantic”.
ANW: Visto il periodo: quanto si è sentita la crisi economica nel tuo paese? Quali cambiamenti ha apportato?
AP: In Danimarca se ne é parlato, i mercati si sono irrigiditi, tuttavia non ci sono state conseguenze e l’economia é in crescita; mantengono il più basso tasso di disoccupazione europeo!
In Svezia la moneta ha perso qualche punto, non essendo legata all’euro.
ANW: Dal punto di vista professionale, quali differenze hai potuto notare rispetto all’Italia?
AP: Si lavora per vivere e non il contrario, lo stress non é percepito.
Il lavoratore é coccolato, la mensa interna é una realtá ovunque, un giorno alla settimana c´é anche il dolce e un altro la colazione.
Il telelavoro, negli ambiti che lo permettono, é una realtá presente ed incentivata che permette di adattare impegni esterni o casalinghi alla vita lavorativa, spesse volte ho lavorato direttamente da Roma.
C´é la mania delle assicurazioni in qualunque ambito, lavorativamente c´é a-kassa che garantisce in caso licenziamento 12 mesi di stipendio pieno.
La crescita e la fidelizzazione del personale sono molto importanti, anche a causa della forte domanda che potrebbe spingere il lavoratore a cambiare azienda e quindi portare la sua competenza altrove.
Ci sono anche frequenti feste aziendali, in corrispondenza di quelle comandate o della bella stagione in arrivo, da poco abbiamo avuto lo spring party.
ANW: Come descriveresti il processo di selezione ed assunzione nel paese in cui ti trovi?
AP: Il processo selettivo, a livello enterprise, non differisce da quello italiano grazie a precise procedure.
ANW: Sei laureato o possiedi particolari titoli di studio istituzionali?
AP: No!
ANW: In Italia si parla spesso di cervelli in fuga. E’ presente anche all’estero questo fenomeno? In quali proporzioni?
AP: I cervelli qui vengono gratificati, seguiti e sponsorizzati. In pratica é l´arrivo del cervello in fuga da un altro paese!
ANW: A livello quantitativo, com’è la richiesta di lavoro rispetto all’Italia? Cosa si ricerca maggiormente?
AP: Da “Il Sole 24 Ore”:
Il tasso di disoccupazione sul mercato del lavoro danese e’ sceso a livelli minimi (5%). Recenti dati pubblicati da organismi economici e stampa specializzata individuano ben 207 settori occupazionali in quattordici regioni produttive del Paese dove l’offerta di lavoro supera la domanda.
ANW: Da quanto hai potuto vedere, qual è la forma di rapporto lavorativo più diffuso? (Dipendente, freelance, contratti a tempo determinato, etc).
AP: Abitualmente il contratto a tempo indeterminato é il piú diffuso, le condizioni si differenziano da quelle italiane dove questo contratto é mal visto dalle aziende a causa della quasi impossibilitá di licenziare il lavoratore.
Chi sceglie la via dell´impresa individuale é retribuito meglio, considerando l´effettivo rischio di impresa, invece delle nostre finte partite iva monocliente con stipendio da fame.
ANW: Come rapporti la retribuzione rispetto a quella italiana? Quali differenze ci sono? E’ effettivamente più alta?
AP: Il costo della vita é molto alto e le tasse incidono sul netto, ovviamente é tutto proporzionato e costruito a misura di uomo.
Gli stipendi soddisfano a pieno il lavoratore, portatile, cellulare, carta di credito aziendale, sono le dotazioni comuni. Curiosamente l´auto aziendale non é un benefit, se presente aumenta la percentuale di tasse sul reddito. Le tasse sulle automobili sono folli, 180%, refuso storico di un’economia protezionista.
ANW: Qual è il tenore di vita? Cambia effettivamente il costo della vita e di quanto?
AP: Qualche economista usava comparare i vari paesi utilizzando il big mac, io lo faccio con la pasta: 1kg di pasta italiana a Roma costa 1,20€ a Malmö costa 1,30€ a Copenhagen costa 3,30€.
Tuttavia c´é da specificare che tutte le spese sociali sono perlopiú gratuite o con prezzi accessibili a tutti, tutto quello che va oltre é tassato pesantemente (sigarette 6€, cocktail 14€, automobile).
ANW: Come funziona la tassazione? Com’è la pressione fiscale?
AP: Le tasse danesi sono le piú alte d´europa, oscillano dal 40% al 60%, ovviamente lo stipendio lordo viene adeguato di conseguenza a seconda del risultato che si vuole ottenere.
Se il lavoro si trova a piú di 12km da casa, per ogni km eccedente viene dato un rimborso giornaliero chiamato fradrag.
ANW: Cosa non ti manca dell’Italia?
AP: Lavorativamente l´essere considerato un limone da spremere e mai gratificare.
Umanamente rimango sempre piú basito visitando il belpaese dalla mancanza totale di sicurezza, dalla presenza sempre piú insistente di immigrati e dalle forze dell´ordine inesistenti.
ANW: Cosa, invece, ti manca dell’Italia?
AP: Adoro la mia terra, ci sarebbe da fare un lungo elenco.
ANW: E’ una scelta permanente o ritieni che un giorno tornerai nel bel paese?
AP: Roma Caput Mundi…
ANW: Cosa ti senti di dire a chi vorrebbe compiere la tua stessa scelta? Quali caratteristiche sono necessarie al fine di affrontare al meglio questo cambiamento?
AP: Bisogna avere un carattere forte, prepararsi a periodi di solitudine prima di riuscire ad integrarsi, una conoscenza della lingua inglese a livello ottimo é necessaria, oltre ad una buona capacitá di iniziativa e soft skills a corredo.
Scegliete accuratamente la destinazione, ed informatevi da qualcuno che ci vive sui costi, le tasse, il livello degli stipendi e tutto ció che puó esservi utile!
In bocca al lupo!


























Davvero molto interessanti questi articoli sulle esperienze all’estero.
Vorrei chiedere però qualche consiglio da Andrea Pezzotti su come ha trovato questo tipo di lavoro (qualche sito di recruitment internazionale o altro? consigli?) ed eventualmente quali sono stati i passi che ha seguito per migliorare il suo inglese.
Grazie e complimenti!
Buongiorno,
Ti ringraziamo, siamo felici possano essere utili in quanto ideati appositamente per questo.
Come avrai visto ne sono già state pubblicate 2 e ben altre, nelle prossime settimane, saranno inserite.
Tutti, comunque, possono sottoporre il questionario agli amici/conoscenti lavoranti nel settore IT all’estero. In seguito, è sufficiente registrarsi al presente Blog e inserire l’intervista dal pannello di amministrazione.
Alle tue domande risponderà direttamente Andrea Pezzotti.
Ciao e grazie!
Prima di tutto, grazie per i complimenti.
Ho trovato l´annuncio su internet, ci sono svariati siti dedicati e funzionano discretamente; alcuni colleghi in italia ricevono continue richieste da societá estere. Se c´é il desiderio di portare a fondo la cosa, non é cosí difficile, anche perché ci si pone su un mercato europeo/mondiale e le chances aumentano.
Per la lingua ho sempre avuto un debole fin dalla scuola, stando su internet ed essendo appassionato di informatica trovavo il 99% dei documenti in inglese. Ho iniziato a studiare i libri Cisco e sostenere esami, mentre lavoravo in posizioni che richiedevano un costante contatto scritto ed orale con professionisti di altre nazionalitá; fino ad arrivare qui, dove lo uso per vivere.
Ciao,
Andrea.
Grazie Andrea,
se hai qualche link riguardo ai siti di cui parlavi mi metto a darci un’occhiata.
La CCNA è sufficente per trovare qualcosa di valido all’estero o è necessario avere certificazioni di livello superiore?
Grazie
Ciao 1-4, scusa l´attesa ma sono stato un pó impegnato.
I siti sono quelli classici, Monster, CareerBuilder, ce n´é uno per ogni paese.
Andrea.
Incredibile, un immigrato in Svezia che si meraviglia che in Italia ci siano immigrati. LOL :-D
Forse hai visto soltanto Roma in Italia. A Firenze o Milano per esempio mi sembra che manchi tutto, fuorché forze dell’”ordine” (altro LOL). Adesso abbiamo pure l’Esercito in città, ci stiamo militarizzando come ai tempi del fascismo!
Ancora: è abbastanza stupido usare la pasta come comparazione del costo della vita. Se hanno scelto il Big Mac un motivo c’è, è presente ovunque e usa materie prime locali e si adatta al costo della vita locale. Non credo che la pastasciutta sia il piatto principale dei Danesi, e così sembra che Copenaghen sia più cara di Roma… prova un po’ a vedere quanto costa affittare un appartamento di 60 mq? o l’assicurazione auto? o un chilo di pane locale? o una cena fuori al ristorante? credo che siano parametri molto più corretti.
Roma Caput Mundi poi… mamma mia! non ho parole. Ho vissuto un anno e mezzo a Roma dove ho lavorato per IBM. Piuttosto emigrerei in India… Non riesco a immaginare un posto che accomuni così tanti svantaggi a livello lavorativo – voglia di lavorare, saltami addosso!!! -, con una qualità della vita così bassa – viaggiare in auto è peggio che al Cairo e i trasporti fanno pietà, non parliamo di affittarsi un buco dove vivere -, in una città così sporca e cara! considerati fortunato dove sei!
Cordiali saluti