A proposito dell'autore

RESEARCHER

Macromobilità e Micromobilità

La fine del ventesimo secolo ha visto lo sviluppo di due grandi invenzioni: Internet e le telecomunicazioni mobili. Entrambe queste realtà sono ormai integrate nella nostra vita di tutti i giorni. Il prossimo passo sarà evidentemente combinare i vantaggi di Internet e delle telecomunicazioni mobili per offrire agli utenti servizi mobili multimediali e roaming seamless tra differenti sistemi di comunicazione. Il problema fondamentale che è stato affrontato in questi anni dai working group per garantire un accesso globale ad Internet via wireless è la gestione della mobilità degli utenti all’interno di uno stesso dominio e tra domini diversi. Lo standard Mobile IP è stato sviluppato con l’obiettivo di risolvere problemi legati alla “macro” mobilità (o mobilità globale) degli host e non è quindi ottimizzato per gestire la mobilità all’interno delle singole sottoreti che forniscono l’accesso ad Internet (denominata “micro” mobilità o mobilità locale). Il motivo per cui si evidenzia una differenza fra i due tipi di mobilità è legato al fatto che nella “micro-mobility” la frequenza con la quale si manifestano gli “handoff” dei Mobile Node (variazioni del punto d’accesso caratterizzate dal mantenimento delle eventuali connessioni) può essere molto elevata. Da ciò deriva il limite di Mobile IP: in corrispondenza di ciascun handoff, esso richiede l’invio di messaggi di aggiornamento all’Home Agent (presumibilmente collocato in una zona distante dall’attuale posizione del Mobile Node) provocando così un ritardo nella gestione dell’handoff e la conseguente perdita di pacchetti. Per questo scopo è stato creato Cellular IP, un protocollo per la gestione della mobilità degli host, ottimizzato per reti di accesso di tipo wireless ed in grado di controllare adeguatamente i frequenti spostamenti del Mobile Node. Nella figura seguente è mostrata l’interazione tra Mobile IP e Cellular IP per una rete wireless:

Figura I-1: Interazione tra Mobile IP e Cellular IP in una rete wireless

Figura I-1: Interazione tra Mobile IP e Cellular IP in una rete wireless

Come si evince dalla Figura I-1 all’interno di ciascuna Wireless Access Network la micromobilità degli host è gestita tramite il protocollo Cellular IP, il quale dovrà cooperare con Mobile IP per consentire al Mobile Node di muoversi tra le diverse reti d’accesso. Il vantaggio di aver separato la gestione della mobilità locale da quella globale risiede nel fatto che non sarà necessario informare l’Home Agent degli spostamenti compiuti dall’host all’interno di una rete d’accesso, ma solamente di quelli compiuti muovendosi da una rete all’altra. Prima di descrivere il protocollo Cellular IP, è quindi necessario introdurre brevemente il protocollo Mobile IP.

Funzionamento del protocollo Mobile IP (MIP)

Le entità architetturali fondamentali presenti nel protocollo Mobile IP sono:

Mobile Node: Un dispositivo che usufruisce di prestazioni di mobilità. Un Mobile Node è in grado di comunicare con un qualsiasi host (fisso o mobile) mantenendo la propria identità ed avendo un suo indirizzo IP stabile, indipendentemente dal proprio point of attachment ad Internet.

Home Agent: Un’entità logica residente in un router della rete d’appartenenza del Mobile Node (Home Network). La sua funzione è mantenere delle informazioni circa la posizione attuale del Mobile Node. In particolare, quando il Mobile Node non è connesso alla Home Network, è compito dell’Home Agent intercettare i datagrammi destinati al Mobile Node e di inoltrarli allo stesso.

Foreign Agent: Un’entità logica residente in un router della rete “visitata” dal Mobile Node (Foreign Network). Esso coopera con l’Home Agent per completare la consegna dei datagrammi IP destinati al Mobile Node ricevendo i pacchetti inviati dall’Home Agent e consegnandoli al Mobile Node.

Ogni Mobile Node è caratterizzato attraverso due indirizzi IP: il primo, detto home address, è permanente e viene assegnato dall’amministratore della Home Network. Non ci sono differenze tra un indirizzo assegnato ad un host fisso ed un home address assegnato ad un Mobile Node. In altre parole ad eccezione di alcuni messaggi di controllo, il Mobile Node utilizzerà l’home address come source address di tutti i datagrammi inviati. Il secondo, detto care-of address, è temporaneo e rispecchia la posizione corrente del Mobile Node. Sostanzialmente il care-of address viene fornito al Mobile Node quando accede ad Internet attraverso una Foreign Network.

Se il Mobile Node si trova nella propria Home Network, opera senza alcun supporto di Mobile IP. Viceversa se il Mobile Node arriva in una Foreign Network, si procura un care-of address; che può essere ottenuto attraverso il Foreign Agent o tramite altri meccanismi (ad esempio attraverso il protocollo DHCP). Quindi i datagrammi a lui inviati (attraverso il relativo home address) da un qualsiasi altro dispositivo della rete Internet, sono intercettati dall’Home Agent, inoltrati (tunneling) verso il care-of address e ricevuti al punto di uscita del tunnel (che può essere il Mobile Node stesso o il Foreign Agent). Nel caso in cui sia il Foreign Agent a ricevere i datagrammi destinati al Mobile Node, li estrae dal tunnel e li consegna al Mobile Node. In figura è schematizzato l’incapsulamento del datagramma intercettato dall’Home Agent ed inviato al Foreign Agent:

Figura I-2: Incapsulamento del datagramma dall’Home Agent al Foreign Agent

Figura I-2: Incapsulamento del datagramma dall’Home Agent al Foreign Agent

Le tecniche di gestione della macromobilità di host mobili che sono state descritte sono quelle di Mobile IP versione 4. Tuttavia per garantire l’applicabilità di Mobile IP in previsione di ciò che costituirà l’ossatura della futura rete Internet, cioè di IP versione 6, è stata creata una versione successiva, ovvero Mobile IP versione 6. Esso potrà essere considerato, in un certo senso, come parte integrante di IP versione 6, in quanto interagirà con esso per sfruttarne le potenzialità e migliorare così le proprie funzionalità. Alla base di Mobile IP versione 6 vi sono gli stessi concetti che hanno condotto allo sviluppo della versione 4: è mantenuta l’idea di una Home Network, di un Home Agent e dell’uso di un tunnel per consegnare i datagrammi dalla Home Network alla posizione corrente del Mobile Node. Non è più necessaria la presenza del Foreign Agent e quindi il Mobile Node dovrà acquisire autonomamente il care-of address (ad esempio, attraverso la procedura denominata Neighbor Discovery). La caratteristica principale della versione 6 consiste nell’integrazione delle procedure d’ottimizzazione del routing con le caratteristiche funzionali dello stesso protocollo; in altre parole mentre una migliore efficienza di Mobile IP versione 4 può essere ottenuta modificando opportunamente il protocollo, in Mobile IP versione 6 l’applicabilità delle tecniche d’ottimizzazione è un requisito obbligatorio.

Obiettivi dei protocolli di micromobilità

I protocolli di micromobilità, tra cui Cellular IP che si illustrerà più in dettaglio, sono stati introdotti, come già detto, per gestire la micromobilità. In particolare gli sviluppatori hanno tenuto presente i seguenti aspetti:

  • Handoff veloce: Il supporto per un handoff veloce, che riduca il ritardo e la perdita di pacchetti, è un attributo importante dei protocolli di micromobilità.
  • Paging: Tipicamente gli utenti che si collegano ad Internet attraverso una rete fissa rimangono on-line per molto tempo, ma per gran parte di questo tempo essi non comunicano. Essere “always connected” permette di raggiungere istantaneamente le risorse di cui si ha bisogno. Gli utenti mobili collegati ad Internet wireless si aspettano lo stesso tipo di servizio. Mantenere informazioni aggiornate sulla posizione degli utenti mobili, che non stanno attivamente trasmettendo o ricevendo, richiederebbe frequenti messaggi di update che consumerebbero banda preziosa e la potenza delle battere degli utenti. Questo carico di segnalazione può essere ridotto con l’introduzione del paging, una tecnica mutuata dalle reti telefoniche cellulari. Il concetto alla base del paging è che utenti idle non devono registrarsi se si muovono all’interno della stessa area di paging, ma devono farlo solo se essi escono da quell’area.
  • Fast security/AAA: Uno degli scopi dei protocolli di micromobilità è rendere veloce l’handoff, per cui tutti i servizi della rete che contribuiscono alla latenza di handoff (come la sicurezza e la fatturazione) dovrebbero essere progettati per rendere questa operazione real-time. Quindi è necessario estendere i protocolli di micromobilità con supporti per la sicurezza e funzioni AAA (Authentication, Authorization and Account) per garantire la loro applicabilità pratica. I meccanismi di sicurezza adottati dai protocolli di micromobilità hanno un forte impatto sulle performance della rete e dei dispositivi, sulla qualità del servizio (QoS), sulla gestibilità e l’interoperabilità con altri sistemi AAA. Infatti, visto che gli host mobili hanno bisogno di essere autenticati durante l’handoff, i meccanismi di sicurezza comportano un allungamento del tempo necessario per l’operazione. In particolare i tradizionali modelli AAA non riescono a supportare handoff veloci.
  • Micromobilità e QoS (Quality of Service): I protocolli di micromobilità dovrebbero saper gestire una ampia varietà di traffico, da quello best effort a quello real time. Si rende quindi necessario estendere i modelli di QoS per garantire la loro integrazione con la micromobilità, ma la ricerca è ancora ben lungi dal trovare una soluzione a questo problema.

Protocolli

Le principali proposte per la micromobilità al vaglio di gruppi di ricerca sono state:

  • 1) Hawaii
  • 2) Hierarchical Mobile IP
  • 3) Cellular IP

Hawaii

Il protocollo Hawaii, proposto dalla Lucent Tecnologies, adotta un protocollo di routing separato per garantire la mobilità intradominio e si basa su Mobile IP per fornire mobilità interdominio. Un host mobile che entra nel dominio di un nuovo Foreign Agent ottiene un indirizzo care-off, che conserva finchè si muove all’interno di quel dominio. In questo modo l’Home Agent non viene più coinvolto nella comunicazione finchè l’host mobile rimane nel nuovo dominio. Questa scelta comporta una riduzione del traffico di pacchetti di aggiornamento verso l’Home Agent, visto che quest’ultimo non deve essere informato dei movimenti dell’host mobile all’interno del nuovo dominio. I nodi nelle reti Hawaii eseguono un generico algoritmo di routing IP e mantengono le informazioni necessarie per il routing mobile nelle tabelle di routing. In questo senso i nodi Hawaii possono essere considerati dei router IP estesi. Le informazioni sulla posizione dell’host mobile sono create, aggiornate e modificate attraverso messaggi di controllo mandati dagli stessi host mobili. Hawaii definisce tre schemi di gestione dell’handoff tra Access Point. L’operatore può scegliere uno di questi schemi in base alle sue esigenze. E’ infatti possibile impedire la perdita di pacchetti, minimizzare il ritardo di handoff oppure mantenere l’ordine dei pacchetti. Inoltre Hawaii usa il multicast IP per instradare i pacchetti, laddove non siano disponibili informazioni recenti sull’indirizzo della destinazione.

Hierarchical Mobile IP

Il protocollo Hierarchical Mobile IP (HMIP), proposto da Ericsson e Nokia, utilizza una gerarchia di Foreign Agent per trattare localmente la registrazione Mobile IP. In questa proposta gli host mobili mandano messaggi di registrazione Mobile IP (con opportune estensioni) per aggiornare le informazioni sulla loro posizione. Questi messaggi stabiliscono dei tunnel tra host mobile e Foreign Agent lungo il cammino dall’host mobile al gateway. I pacchetti indirizzati all’host mobile viaggiano in questa rete di tunnel fino alla destinazione. L’uso dei tunnel rende possibile impiegare il protocollo in una rete IP che trasporta anche traffico proveniente da host non mobili. Tipicamente il primo livello della gerarchia è costituito dai Foreign Agent che sono connessi al gateway e l’ultimo dai Foreign Agent che sono connessi direttamente con gli Access Point. Recenti estensioni di questo protocollo prevedono, inoltre, la possibilità di gestire il paging. La posizione degli host mobili idle è nota all’Home Agent ed è memorizzata nella cache di paging. Queste informazioni vengono aggiornate dall’host in istanti di tempo predefiniti e, quando arriva un pacchetto destinato ad uno di questi host, l’Home Agent interpella l’host per ristabilire il tunnel.

Cellular IP

In questo paragrafo e nei seguenti si introdurrà il protocollo Cellular IP (CIP), dedicandogli una maggiore attenzione, visto che è il protocollo che ha avuto una maggiore diffusione. CIP è un protocollo che consente di instradare datagrammi IP verso un utente mobile, fornendo mobilità locale e supporto per l’handoff. Esso, come già detto, deve cooperare con Mobile IP per garantire la mobilità in aree più ampie. Alla base del protocollo ci sono quattro concetti fondamentali:

  • L’informazione relativa alla posizione dell’host mobile è memorizzata in database distribuiti.
  • L’informazione relativa alla posizione dell’host mobile è creata e aggiornata attraverso regolari datagrammi IP inviati dallo stesso host mobile.
  • L’informazione sulla posizione è memorizzata come uno stato soft.
  • Il management location per host mobili non attivi è separato da quello per host mobili che stanno trasmettendo e ricevendo dati.

Nuove entità architetturali e terminologia

Il protocollo Cellular IP introduce alcune nuove entità architetturali. Esse sono:

Nodo Cellular IP: una rete CIP consiste nell’interconnessione tra nodi Cellular IP. Il ruolo del nodo è duplice: essi instradano i pacchetti all’interno della rete CIP e comunicano con gli host mobili attraverso l’interfaccia wireless. In base a quest’ultima caratteristica, i nodi CIP che hanno una interfaccia wireless vengono anche chiamati Base Station.

CIP Gateway: un nodo CIP che è connesso ad una normale rete IP attraverso una delle sue interfacce.

CIP host: un host mobile che implementa il protocollo CIP.
La terminologia utilizzata comprende i seguenti termini:
Host Mobile attivo: un host mobile è nello stato attivo se sta trasmettendo o ricevendo pacchetti

CIP Network Identifier: un unico identificatore assegnato alle reti CIP.

Pacchetti di controllo: i pacchetti di paging-update, paging-teardown e route-update.

Pacchetti di dati: ogni pacchetto che non è di controllo è un pacchetto dati.

Downlink neighbor: tutti i vicini di un nodo CIP tranne i suoi uplink neighbor sono chiamati downlink neighbor. Nella Figura I-3 viene evidenziata la differenza tra uplink e downlink neighbor.

Figura I-3: Differenza tra uplink e downlink neighbor

Figura I-3: Differenza tra uplink e downlink neighbor

Idle Mobile Host: un host mobile è nello stato idle se non ha recentemente inviato o ricevuto pacchetti.

Internet: Una rete CellularIP fornisce accesso ad una regolare rete IP. Questa rete IP, nella trattazione seguente è identificata con Internet, ma può essere parimenti, ad esempio, una rete Intranet incorporata.

Neighbor (Vicino): ogni nodo CIP è un vicino di un altro se c’è una connettività diretta tra i due. I vicini in una rete CIP sono identificati attraverso l’interfaccia e l’indirizzo MAC.

Area di Paging: area formata da un insieme di BS. Gli host mobili nello stato idle che attraversano i confini della cella all’interno dell’area di paging non hanno bisogno di trasmettere pacchetti di controllo per aggiornare la loro posizione.

Paging Cache: una cache mantenuta in ogni nodo CIP e usata per instradare i pacchetti verso gli host mobili.

Paging timeout: tempo di validità della mappa nella Paging Cache.

Paging-update packet: pacchetto di controllo trasmesso dagli host mobili per aggiornare la Paging Cache.

Paging-update-time: tempo tra due successivi paging-update packet.

Paging-teardown packet: pacchetto di controllo trasmesso dagli host mobili per rendere nota la loro disconnessione dalla rete CIP.

Route-timeout: tempo di validità della mappa nella Route Cache.

Route-update packet: pacchetto di controllo trasmesso dall’host mobile per aggiornare la Route Cache.

Route-update-time: tempo tra due successivi route-update packet.

Route cache: una cache presente in tutti i nodi CIP e usata per instradare i pacchetti verso gli host mobili.

Pacchetti di aggiornamento: pacchetti di Paging-update e Route-update.

Uplink neighbor: vicino di un nodo CIP che costituisce il prossimo passo sul cammino più breve verso il gateway (si veda Figura I-3).

Funzionamento del protocollo

Nella figura I-4 si mostra una schematizzazione di una rete Cellular IP. Essa comprende un Gateway Router connesso ad Internet, una serie di nodi CIP fissi e delle Base Station connesse ad alcuni di questi.

Le BS periodicamente emettono segnali beacon, che vengono utilizzati dagli host mobili per localizzare la più vicina BS. Le informazioni trasportate dal segnale di beacon sono:

  • Parametri di livello 2 relativi alla BS
  • L’identificatore della rete CIP
  • L’indirizzo IP del Gateway
  • L’ID dell’area di Paging

Tutti i pacchetti IP trasmessi da un host mobile sono instradati dalla BS al Gateway sul cammino più breve in base all’indirizzo della destinazione.

Figura I-4: Schema di una rete Cellular IP

Figura I-4: Schema di una rete Cellular IP

I nodi CIP mantengono aggiornata la propria Route Cache grazie ai pacchetti trasmessi dagli host mobili, che creano e aggiornano le righe nelle cache di tutti i nodi. Una riga contiene l’indirizzo IP dell’host mobile e l’identificativo del nodo più vicino al nodo in questione, attraverso il quale l’host ha spedito il pacchetto. Mantenere questa informazione nel nodo permette di instradare correttamente i pacchetti che devono percorrere il cammino inverso, dal nodo all’host. Quando, poi, l’host mobile si muove all’interno della topologia, i pacchetti di uplink aggiornano le informazioni contenute nei nodi. Queste informazioni sono tenute aggiornate attraverso periodici pacchetti di controllo. Gli host mobili che non stanno attivamente trasmettendo o ricevendo dati, ma vogliono essere raggiungibili dai pacchetti in arrivo, lasciano scadere il timeout della Route Cache, ma mantengono attive le loro informazioni nella Paging Cache attraverso dei paging-update packet. In questo modo i pacchetti IP indirizzati a questi host vengono instradati dai nodi attraverso la Paging Cache. Quest’ultima ha un valore di timeout più grande della Route Cache e non è necessariamente mantenuta in ogni nodo. Nella Tabella I-1 ci sono alcuni valori tipici per la temporizzazione delle due tabelle:

Tabella I-1: Valori tipici per la Route Cache e la Paging Cache.

Tabella I-1: Valori tipici per la Route Cache e la Paging Cache.

Location Management e Routing

CIP usa due sistemi cache paralleli per memorizzare le informazioni sulla posizione dell’host mobile: la Route Cache e la Paging Cache. I due sistemi operano basilarmente nella stessa maniera, ma hanno due funzioni profondamente diverse.

Quando un host mobile è nello stato attivo, la rete deve seguire i suoi movimenti da BS a BS per essere in grado di instradare i pacchetti senza doverlo prima cercare. Di conseguenza gli host mobili devono notificare alla rete ogni handoff. Per host nello stato idle l’informazione sulla posizione esatta è meno importante, visto che la priorità è minimizzare le comunicazioni per salvaguardare la potenza delle batterie. Attraverso l’utilizzo di due cache, si può riservare un trattamento diverso in base allo stato in cui si trova l’host. Inoltre questa differenziazione ha dei benefici in termini di performance della rete. Infatti supponendo di avere una sola cache, per ogni pacchetto da spedire bisognerebbe cercare nell’intera tabella. Visto però che la maggior parte dei pacchetti sono indirizzati ad host attivi, la separazione tra cache per host attivi e host idle permette di cercare la destinazione del pacchetto in una cache significativamente più piccola. Questo aumenta la velocità e la scalabilità del processo di routing.

Il protocollo CIP permette agli host mobili di muoversi in un’area geografica ampia senza aver bisogno di trasmettere pacchetti di aggiornamento della sua posizione. Gli operatori della rete possono raggruppare varie celle in Aree di Paging, ognuna comprendente un numero arbitrario di celle (tipicamente adiacenti). Ogni Area di Paging ha un identificatore, che è unico in una data rete CIP. Ogni BS trasmette l’identificativo della sua Area di Paging nei segnali di beacon che invia periodicamente.

Un host mobile idle che si sposta in una nuova Area di Paging deve trasmettere un pacchetto di paging-update, che viene instradato dalla BS al Gateway, usando il routing hop-by-hop. Tutti i nodi nei quali passa il pacchetto di paging-update aggiornano la propria Paging Cache. Viceversa se l’host rimane nella stessa area di Paging manda un pacchetto di paging-update solo allo scadere del timeout della Paging Cache, altrimenti esso verrebbe cancellato dalla cache.

Quando ad un nodo CIP arriva un pacchetto indirizzato ad un host mobile che non è presente nella Route Cache, il nodo va a cercare nella Paging Cache. Questo meccanismo viene chiamato “paging implicito”. Se il nodo non ha la Paging Cache, inoltra il pacchetto a tutti i suoi vicini. Se, invece, il nodo ha la cache, ma in essa non trova le informazioni necessarie per instradare il pacchetto, lo scarta. Dopo aver ricevuto il pacchetto, l’host idle passa nello stato attivo e manda al nodo un pacchetto di route-update. Quindi il prossimo pacchetto spedito a quell’host potrà essere instradato attraverso la Route Cache, senza ricorrere al paging. Risulta quindi evidente che nelle reti CIP c’è uno stretto legame tra Location Management e Routing.

Nella tabella I-2 vengono sommariamente riassunte le operazioni necessarie per gestire le paging e routing cache.

Tabella I-2: Operazioni necessarie per gestire le paging e routing cache.

Tabella I-2: Operazioni necessarie per gestire le paging e routing cache.

Hard e Semisoft Handoff

La procedura di handoff è iniziata dall’host mobile. Quando un host mobile attivo riceve il segnale di beacon da una nuova BS, trasmette un pacchetto di route-update e reindirizza i suoi pacchetti dalla vecchia alla nuova BS. Il pacchetto di route update configurerà le Route Cache lungo il cammino dalla nuova BS al Gateway. Invece gli host non coinvolti in comunicazioni che migrano verso una nuova BS trasmettono il pacchetto di paging update solo se la nuova BS è in una nuova Area di Paging. Durante l’handoff tra BS all’interno della stessa Area di Paging, gli host mobili idle non trasmettono nulla.

Una importante estensione del protocollo CIP riguarda la possibilità di gestire un handoff semisoft. Si è già detto che quando un host mobile migra verso una nuova BS, manda un pacchetto di route-update alla nuova BS. Nel frattempo i pacchetti che stavano viaggiando sul vecchio percorso, saranno inoltrati alla vecchia BS e quindi andranno perduti. Anche se queste perdite sono potenzialmente piccole, possono degradare il througthput TCP. Un handoff gestito in questo modo viene detto “hard”. Per migliorare le performance nel caso di applicazioni molto sensibili alle perdite di dati, è stato introdotto un nuovo tipo di handoff, chiamato “semisoft”. Durante un handoff semisoft il nodo mobile deve essere in contatto sia con la vecchia che con la nuova BS e ricevere pacchetti da entrambe. In questo modo esso può continuare a ricevere pacchetti senza interruzione. Per iniziare un handoff semisoft, il nodo mobile in movimento trasmette un route-update-packet alla nuova BS e continua a ricevere pacchetti dalla vecchia. Nel route-update-packet c’è un flag S che viene settato ad uno per indicare che quello che si sta svolgendo è un handoff semisoft. Questi pacchetti creano nuove righe nella Route Cache e nella Paging Cache, proprio come normali pacchetti di route update. Quando essi arrivano al nodo di cross-over ( Figura I-5 ), ovvero al nodo in cui il vecchio e il nuovo percorso si biforcano, la nuova riga viene aggiunta nella cache, ma la vecchia non viene cancellata. Questo comporta che i pacchetti mandati all’host mobile sono inoltrati su entrambi i cammini. Alla fine dello spostamento il nodo mobile manda un pacchetto di route-update, con il flag S settato a zero, che rimuoverà tutte le righe nelle cache relative al vecchio percorso. A questo punto l’handoff semisoft è completato.

Figura I-5: Nodo di crossover, in cui si biforcano il vecchio e il nuovo cammino

Figura I-5: Nodo di crossover, in cui si biforcano il vecchio e il nuovo cammino

Identificativo del Mobile Node

All’interno di una Cellular IP Network, l’indirizzo IP del Mobile Node non ha una particolare importanza in quanto non permette di individuare l’esatta posizione dello stesso. Più precisamente i diversi nodi della rete hanno bisogno solamente di un identificativo che consenta di “indicizzare” il particolare host. Per questo motivo si è scelto di utilizzare come identificativo l’home address del Mobile Node solamente per semplificare le cose: in questo modo non c’è bisogno di implementare tunneling o conversioni d’indirizzo. Un pacchetto destinato al Mobile Node sarà decapsulato dal Gateway (come richiede Mobile IP) e “consegnato” alla rete senza compiere particolari operazioni.

Wide Area Mobility

Si parla di wide area mobility quando un host mobile si muove tra reti CIP diverse. L’host mobile può identificare la rete CIP attraverso l’identificatore contenuto nel segnale di beacon della BS. Questo segnale contiene anche l’indirizzo IP del Gateway. Quando un host mobile contatta per la prima volta una rete CIP è necessario che esso acquisisca delle informazioni che saranno usate per la sicurezza, l’autenticazione, la tariffazione, etc. Queste informazioni sono contenute nel payload del primo pacchetto di paging update e possono essere ripetute in pochi altri pacchetti seguenti. Dopo aver ricevuto il primo pacchetto, il Gateway esegue l’admission control e manda la sua risposta in regolare pacchetto IP. Se la richiesta è stata accettata, la risposta può contenere anche i parametri di setting del protocollo. Dopo la registrazione nella rete CIP, l’host mobile può mandare un messaggio di registrazione al suo Home Agent, specificando l’indirizzo IP del Gateway.

Close
Entra in contatto con altri professionisti ICT, seguici su Facebook e Twitter: