A proposito dell'autore

E’ laureato in Marketing, oggi e’ Account Executive per il piu’ grande distributore indipendente al mondo di prodotti Cisco Systems. Dopo qualche anno trascorso in Italia ha continuato la sua esperienza lavorativa nei Paesi Bassi, dove ha sviluppato il mercato italiano per diverse multinazionali. E’ un appassionato di programmazione neuro-linguistica e self-development.

Dopo aver intervistato 304 responsabili IT nel mondo, Forrester Consulting ha rilevato che nonostante i budget IT si trovino costantemente sotto esame, le aziende si lasciano influenzare dagli abituali fornitori, diventando insensibili ai vantaggi di estendere il ciclo di vita dell’hardware e di ricorrere a contratti di manutenzione offerti da terze parti.

 

Nonostante un alto numero (76%) di responsabili degli investimenti IT stia affrontando il  problema della riduzione dei costi, molti di essi non sono al corrente dell’esistenza di opzioni di manutenzione alternative e vengono spesso eccessivamente influenzati dai fornitori sul tema dell’aggiornamento delle infrastrutture hardware. Lo studio ha rivelato che sono i fornitori a dettar legge sul ciclo di vita dei prodotti, provocando la sostituzione, a volte non necessaria e certamente costosa, di hardware  che possiede ancora un valore di mercato e che, statisticamente potrebbe funzionare perfettamente per almeno altri 20 anni.

 

Secondo il nuovo studio:

 

  • L’hardware EoL (End-of-Life) viene ritirato con eccessivo anticipo. Una percentuale del 79% delle imprese aggiorna la propria infrastruttura di rete con una frequenza variabile da uno a cinque anni, seguendo valori medi settoriali imposti dai fornitori. L’85% degli intervistati, inoltre,  afferma che avrebbe mantenuto la propria infrastruttura di rete, qualora il fornitore avesse continuato ad includerla nel supporto offerto.

 

  • I servizi di manutenzione dei produttori offrono un basso ritorno  sull’investimento. Più dell’80% delle organizzazioni firma contratti di manutenzione direttamente dai produttori del proprio hardware, pur rilevando in essi scarsi vantaggi economici, ed esprime insoddisfazione per risparmi non reali, tariffe elevate e schemi di prezzo troppo rigidi.
  • Le opzioni di manutenzione offerte da  terze parti sono largamente sconosciute. Soltanto il 21% afferma di aver preso in considerazione offerte di terze parti durante la negoziazione dei contratti di manutenzione e assistenza, mentre l’80% asserisce che considererebbe la manutenzione di terze parti qualora si dimostrasse più conveniente del contratto attuale .

 

Per ottenere un effettivo valore aggiunto  e massimizzare il ROI sull’infrastruttura di rete, Forrester Consulting suggerisce alle organizzazioni le seguenti raccomandazioni :

 

  • Mantenere le infrastrutture esistenti e ancora funzionanti evitando aggiornamenti prematuri e non necessari. Le organizzazioni devono considerare in modo pragmatico la propria infrastruttura e valutare quali sono i servizi da fornire e se effettivamente  possono essere gestiti dall’infrastruttura attualmente in esercizio.
  • Non pagare inutilmente  aggiornamenti software, specialmente  se non sono disponibili o se disponibili gratuitamente. I contratti di manutenzione dei vari produttori originali sono spesso costosi e non sempre offrono la manutenzione e gli aggiornamenti necessari ai clienti. Le organizzazioni devono esaminare attentamente i contratti di manutenzione in atto ed individuare i possibili e necessari risparmi sulla spesa operativa (OPEX).
  • Scegliere i contratti di manutenzione piu’ adeguati, considerando anche le proposte e le opzioni di terze parti. Un modo per ridurre i costi operativi è  gestire i contratti di manutenzione in maniera analoga agli acquisti per l’infrastruttura. Nel caso degli aggiornamenti di rete un’azienda è solita considerare offerte di produttori diversi e scegliere quella piu’ competitiva; In modo del tutto simile i contratti di manutenzione dell’hardware dovrebbero basarsi sullo stesso principio, comprendendo anche le proposte, di terze parti.
  • Adottare criteri di valutazione che tengano in considerazione valore, qualità e durata, e non soltanto il funzionamento dell’apparecchiatura. È difatti possibile sfruttare al meglio le infrastrutture di rete se i responsabili IT si rendono conto che l’infrastruttura è effettivamente sottoutilizzata, cha un ciclo di vita più lungo di quello indicato dal produttore e che può continuare ad essere utilizzata anche successivamente la dichiarazione di  EoL.

 

 

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