A proposito dell'autore

E’ Founder & Executive di AreaNetworking.it, uno dei maggiori punti di riferimento online del settore ICT ed il più grande Cisco Users Group ufficiale in Italia. E’ fondatore e presidente di Tesla Club Italy, club ufficiale italiano per appassionati e possessori Tesla. E’ stato l’ideatore & Event Director del festival ICT e Business Development Manager in Smau. Owner di CiscoForums.it. Amministratore di Lagni Group Srls.

Non amo la parola indignato, per nulla. Mi sa di “classica protesta”, un qualcosa troppo scontato per i contenuti originali generalmente presenti qui su AreaNetworking.it. Forse però è un termine che questa volta mi sento di usare, tanto da meritarsi la presenza nel titolo.

Un articolo di Repubblica.it, come vari altri presenti online, annuncia le dimissioni dalla Guardia di Finanza del colonnello Umberto Rapetto, uno dei pilastri della lotta al cybercrime ma non solo.

Ho conosciuto personalmente il col. Rapetto. Un anno fa intervistammo il Direttore del CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) della Polizia Postale e stavamo facendo la stessa cosa proprio con il Gruppo Anticrimine Tecnologico della GdF, la “taskforce” creata da Rapetto. Qualche mese fa infatti avevamo sottoposto un’intervista sia a lui che all’Ufficio Stampa della Guardia di Finanza.

Come potete leggere nell’articolo sopracitato, Rapetto è uno dei simboli di competenza e successo sulle indagini informatiche, ovviamente non solo in Italia. Non voglio dilungarmi nello spiegare chi è. Chi non ha avuto modo di conoscere la sua fama, probabilmente si pentirà di non vederlo e sentirlo più in veste di Comandante del GAT. Già, perché la Guardia di Finanza l’ha rimosso dal suo incarico, mandandolo al Centro Alti Studi della Difesa, in un ruolo totalmente fuori tema e sottodimensionato per le sue capacità ed esperienze (in realtà era stato mandato lì addirittura in veste di “studente”). Il tutto ha indotto lo stesso Rapetto a dimettersi, evidentemente come simbolo concreto di  forte dissenso.

Al di là delle proteste e interrogazioni parlamentari di vari partiti politici (che possono solo farmi ridere (come sempre), visto che probabilmente non conoscono nemmeno chi sia Rapetto), la vera indignazione viene dal popolo della rete (anche qui, come sempre).

Se quanto si sta scrivendo in queste ore sulle vicenda fosse vero (molto probabilmente è così), ovvero che Rapetto si è visto rifiutare la possibilità di parlare con il Comandante Generale, ma peggio ancora che il colonnello abbia ricevuto alcuni “caldi inviti” (“Dicono alcuni parlamentari che Rapetto avesse ricevuto caldi inviti ad andare piano con le sue indagini, inviti che il colonnello ha del tutto ignorato contribuendo a scoperchiare un giro di malaffare i cui sviluppi sono ancora in corso“), si oltrepasserebbe il limite.

Il problema ed il rischio è che continuando a superare innumerevoli limiti, alla fine ci si abitua (e questo non deve accadere). La vicenda Rapetto, definiamola così, è semplicemente disarmante.

Insomma, l’ennesimo caso in cui i professionisti competenti non possono trovare applicazione sfruttando le proprie capacità, l’ennesimo caso in cui l’Italia si dimostra incapace di applicare la meritocrazia. Ma non solo: l’ennesimo caso in cui chi collabora per migliorare le cose e svolge non solo a dovere ma anche egregiamente il proprio lavoro viene penalizzato. La cosiddetta “ruota che gira al contrario“.

Due i tweet di Umberto Rapetto e non lasciano spazio ad altre parole: “chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno dato fiducia, ma qualche minuto fa sono stato costretto a dare le dimissioni dalla GdF” e ancora “qualche modulo e una dozzina di firme sono bastati per cancellare 37 anni di sacrifici e di soddisfazioni e i tanti sogni al GAT GdF“.

NO COMMENT. Ma forse non finisce qui…

  • Nicola D’Amato

    La meritocrazia non e’ mai stata di casa negli ambiti militari, chi appartiene a quelle sfortunate generazioni che hanno dovuto assolvere il servizio militare lo sa bene. Li’ la carriera si basa infatti sull’anzianita’ e agli alti livelli anche dalle conoscenze politiche. Questa e’ purtroppo l’Italia dove sono le persone capaci e volenterose che mettendo in luce l’apatia e la corruzione degli altri diventano personaggi scomodi da isolare e dove alcuni ( e sappiamo chi) sono stati invece ipocritamente isolati, fatti uccidere e quindi promossi al grado di eroe.
    Umberto Rapetto ha fatto bene a dimettersi, avra’ sicuramente maggiori soddisfazioni in futuro.

  • E’ assolutamente “SCANDALOSO !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”. Gli uomini come il Col. Rapetto nn solo lavorano per la nostra tutela e la nostra sicurezza (ancorchè informatica), ma con la loro alta professionalità sono sicuramente esempi per tutti quelli che credono nelle istituzioni, e che giustamente si indignano quando la politica del “malaffare” pensa di poter soggiogare ai sui ideali a dir poco MAFIOSI queste persone.
    Credo che per questi onesti servitori dello Stato, noi dovremmo darci una mossa x rimettere le cose nel giusto ordine, cercando di rimuovere quei politicanti che a tutto pensano,tranne al bene comune, da veri parassiti !.
    Mario, Milano

  • Max Grossi

    Non e’ bastato un Edgar Hoover nella Storia? Principio per una sano funzionamento della burocrazia e’ la rotazione negli incarichi.

  • Stefano

    ennesima dimostrazione che in questo paese le parole Meritocrazia, Competenza, Onestà, Dedizione così come tanti altri nobili concetti, sono stati totalmente dimenticati (e volutamente eliminati) da chi ci “comanda” (a tutti i livelli, non solo politico) … siamo un paese pieno di idee, menti meritevoli, volontà, ma risultiamo mediocri, se non meno, agli occhi del mondo intero, grazie a chi continua a difendere e nascondere malaffari, intrighi, ruberie et altro ancora … no comment …

  • Ciao Nicola,
    Effettivamente è vero, è proprio nelle forze militari che la meritocrazia è soppiantata da altri “concetti”. Ma c’è di più: nella “vicenda Rapetto” oltre alla mancanza di meritocrazia c’è una sorta di “boicottaggio”, di “mafia” legata ai caldi inviti di cui ho parlato negli articoli… una vergogna insomma…

  • Mario… il problema è sempre uno: COME? Come rimuovere questi parassiti?

  • Max: anche fosse, la rotazione degli incarichi è ben diverso da buttare decenni di esperienza e competenza di un professionista come Rapetto. E’ ben diverso.

  • Prima o poi, forse, ce la faremo…

  • Max Grossi

    Forse sei un po’ giovane, ma vai a rivedere la storia della forensic sui computer di Marco Biagi

  • Giuseppe Roma

    Sono riusciti a far scappare il migliore nel suo settore, forse una persona fuori dagli schemi, forse una persona che i vertici non hanno sempre apprezzato, ma un uomo che nel suo campo e’ uno dei migliori in circolazione. Mi dispiace come cittadino Italiano che un Grande, che era a SERVIZIO dello STATO sia stato cacciato dalla creatura che aveva creato e in cui aveva dato tutto, arrivando ad essere un riferimento. Con le debite proporzioni assomiglia tanto alla storia della Apple e di Steve Jobs che nel lontano 1985 fu costretto alle dimissioni perche’ in contrasto con Sculley, nel 1997 dopo 12 anni Jobs fu richiamato dall’esilio facendo cosi la fortuna della società di Cupertino. Spero che Col. Umberto Rapetto resti al servizio del nostro paese perche’ non possiamo prenderci il lusso di esiliare e mortificare una grande mente come la Sua. GRANDE UMBERTO RAPETTO

  • Mr Oliver1968

    ho avuto l’onore ed il piacere di poter lavorare con il colonnello Rapetto, un vero uffficiale… che è autorevole senza essere autoritario, dotato di un carisma unico! è un uomo umile con una mentalità aperta, sicuramente uno così crea fastidio a tutti coloro che pavidi ed incompetenti, anelano a facili carriere e sono messi in ombra da ufficiali con questa tempra.Lo Stato e la comunità hanno perso un capitale inestimabile.

  • Mario Ippolito

    Pare che abbia molto insistito sulle indagini riguardanti le imposte evase dalle società che gestiscono le macchinette videopoker e quant’altro che devono allo stato, ma nessuno ne parla, ben 98 Miliardi di euro( si proprio Miliardi) e che lo stato ha concesso uno “sconto” del 96% incassandone ca 2-3 Miliardi, non solo grazie ad una legge del nano malefico le suddette società grazie ai risultati ottenuti avranno un regalo di 286 Milioni di euro e la maggior parte andrà ad una società il cui titolare è latitante e condannato. Rapetto aveva molto insistito e si era battuto affinchè le società pagassero tutto il debito. Ecco come è andata a finire è già molto che non lo hanno eliminato tramite uno strano “incidente stradale” come già successo in passato. Evidentemente dietro quelle società si nascondono personaggi importanti e se dovessero pagare tutta la somma fallirebbero subito.

  • Scusa, non capisco, domanda secca: ritieni che quanto successo a Rapetto sia giusto?

  • Misterbean

    Ma ora non per recriminare, io all’Umberto l’ho detto sempre, stai molto attento lì dove sei. Tutti amici, amici (e mici …. Il gat) e poi nel momento del bisogno ti ritrovi sempre solo. Per quello è … “E’ FONDAMENTALE CIRCONDARSI DI AMICI FIDATI”.
    http://piemonte.indymedia.org/attachments/jun2012/umberto_rapetto_edizioni_gat.jpg

  • Ciao Oliver,
    Hai lavorato con lui dove? In che squadra? Oppure in altro tipo di occasione?

  • Come segnala Ivan Casagrande in un gruppo LinkedIn in cui abbiamo postato questo articolo, Rapetto a quanto pare sarà consulente strategico per Bernabè, in Telecom ovviamente: http://www.corriere.it/economia/12_giugno_29/umberto-rapetto-lascia-finanza-consulente-bernabe_fc5451a0-c212-11e1-8b65-125b10ae7983.shtml

  • Max Grossi

    Assolutamente Si. Nei corpi militari, e nella Res Pubblica in genere, gli Ufficiali devono essere avvicendati per il sano funzionamento dell’Amministrazione. Grazie a Rapetto per quello di buono che ha fatto, e avanti un altro che faccia il suo corso. Se la struttura e’ sana e’ in grado di generare professionisti di qualita’, le prime donne fanno avanspettacolo.

  • Nicola D’Amato

    Ciao Mario mi dici dove hai trovato queste informazioni ? non e’ per una mancanza di fiducia ma vorrei saperne di piu’.

  • Fabio Cellini
  • Grazie Fabio.

  • Vincenzo Zappone

    VERGOGNA ! VERGOGNA ! VERGOGNA ! Che vergogna. Non lo sapevo, ecco xchè non lo vedevo più, anzi l’ho visto x caso in tv in borghese; spesso seguivo Rapetto con grande interesse e convinta stima. L’ennesima conferma che questo Paese ha bisogno di decenni e decenni, forse secoli, di evoluzione della specie e di progresso civico; chi fa il proprio lavoro con onestà, coerenza e competenza è ancora destinato al boicottaggio nel migliore dei casi. Esprimo solidarietà e indignazione x Rapetto, ma sono eufemismi. Anche io circa un anno e mezzo fa sono stato diciamo “dismesso” (da un indeterminato) dalla azienda IT in cui lavoravo solo x aver insistito su un piano di rientro di decine di stipendi arretrati, al contrario dei colleghi che semplicemente se ne sono andati o se ne stavano lì zitti. Ora sono disperatamente alla ricerca di nuove soluzioni, ma … nulla di buono all’orizzonte.

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