A proposito dell'autore

E’ Founder & Executive di AreaNetworking.it, uno dei maggiori punti di riferimento online del settore ICT ed il più grande Cisco Users Group ufficiale in Italia. E’ fondatore e presidente di Tesla Club Italy, club ufficiale italiano per appassionati e possessori Tesla. E’ stato l’ideatore & Event Director del festival ICT e Business Development Manager in Smau. Owner di CiscoForums.it. Amministratore di Lagni Group Srls.

AreaNetworking, nella sua da sempre riconosciuta ottica di creare contenuti originali, ha sottoposto alcune domande a Marco Croci, Direttore Engineering di Cisco Photonics, al fine di conoscere in cosa consiste Cisco Photonics e quali siano le attività svolte all’interno di questa struttura.

Marco Croci è Direttore Engineering dei laboratori Cisco Photonics Italy con sede a Monza. Classe 1965 e originario di Carate Brianza (MI), Marco Croci ha la responsabilità della gestione dei laboratori Cisco Photonics di Monza, dall’organizzazione e selezione dei team di ingegneri e ricercatori, allo sviluppo di nuovi modelli di sviluppo dei prodotti e dei processi e ai rapporti con il centro di ricerca di Cisco Systems a San Josè, dove risiede la casa madre, e con altri centri di ricerca della società che si trovano negli Stati Uniti.
Con una laurea in ingegneria conseguita presso il Politecnico di Milano, Croci ha iniziato la propria esperienza professionale nel 1991 presso Philips Consumer Electronics in qualità di organization analyst e occupandosi del miglioramento dell’organizzazione e controllo della produzione. Presso la stessa società ha ricoperto ruoli di sempre maggiore responsabilità fino a diventare Manufacturing Manager nel 1997, anno in cui è entrato in Pirelli Optical Systems con il ruolo di Manufacturing Program Manager.
Nel 1998 fino al 2001 è stato responsabile delle operazioni di Cisco Photonics in Francia occupandosi della organizzazione della produzione e del miglioramento delle qualità e tempi di produzione.

ANW: Buongiorno Ing. Croci. Innanzitutto, possiamo spiegare al nostro pubblico di cosa si occupa Lei precisamente in Cisco?

ING. CROCI, CISCO: Nell’azienda ricopro il ruolo di Direttore Engineering dei laboratori Cisco Photonics Italy con sede a Monza. Ho la responsabilità della gestione dei laboratori: dall’organizzazione e selezione dei team di ingegneri e ricercatori, all’introduzione di nuovi modelli di sviluppo dei prodotti e dei processi e ai rapporti con il centro di ricerca di Cisco Systems a San Josè, dove risiede la casa madre, e con altri centri di ricerca della società che si trovano negli Stati Uniti.

ANW: Cisco è comunemente conosciuta (e riconosciuta) come principale azienda del settore Networking. Una buona percentuale del pubblico non conosce Cisco Photonics o, comunque, non sa cosa svolga esattamente. Come possiamo riassumere queste curiosità in alcune righe?

ING. CROCI, CISCO: Cisco Photonics è il laboratorio di ricerca e sviluppo di Cisco nel settore delle reti ottiche. Oggi ospita negli oltre 6.500 metri quadri di laboratori 200 persone, dedicate interamente a creare le soluzioni che permettono di gestire, controllare, realizzare le reti in fibra a larghissima banda di nuova generazione. I sistemi sviluppati in Cisco Photonics rappresentano l’offerta tecnologica più avanzata di Cisco nel settore; da dieci anni di attività sono scaturiti oltre 100 brevetti, nati da un know-how tutto italiano, che oggi permette di realizzare progetti end-to-end, partendo dalle tecnologie di base ed arrivando fino all’ingegnerizzazione dei prodotti. Presso i laboratori di Cisco Photonics vengono qualificate tutte le interacce ottiche che sono utilizzate su tutta la gamma di prodotti Cisco. Tra i prodotti sviluppati, si includono anche i sistemi di gestione e planning delle reti ottiche. Parafrasando un celebre proverbio “Tutte le applicazioni ottiche di Cisco portano a Monza”.

ANW: Com’è strutturata Cisco Photonics a livello societario? La possiamo considerare indipendente oppure ha forti legami con la casa madre?

ING. CROCI, CISCO: La struttura fa parte della Business Unit Optical Technologies di Cisco ed e’ perfettamente integrata con gli altri engineering centre di Cisco nel mondo, con cui condivide progetti, risorse e processi. Naturalmente abbiamo forti legami con la casa madre che, come ho detto inizialmente, risiede in San Josè. Il gruppo di ingegneri che si dedica ai sistemi di gestione, seguito dalla Dott.ssa Michela Cipeletti, fa parte della Business Unit di Network Management con sede a San Jose’.

ANW: Ci può spiegare la storia di Cisco Photonics? Da dove nasce?

ING. CROCI, CISCO: Le attività di Cisco Photonics Italy nascono dall’acquisizione avvenuta nel febbraio 2000 della Divisione Fotonica per applicazioni terrestri di Pirelli Optical Systems. Il campo di specializzazione del laboratorio italiano è infatti la fotonica, settore in cui aveva sviluppato esperienze e know how nel corso degli anni ’90 per conto di Pirelli. Un impegno che è andato sviluppandosi dalle tecnologie dei tranceiver ottici all’integrazione delle differenti componenti dei sistemi di trasmissione e allo sviluppo di specifici software per rendere più semplice l’impiego delle infrastrutture di rete. Oggi siamo un centro in grado di sviluppare soluzioni nuove on demand, collaborando con realtà esterne, ma anche di arrivare internamente alla fase di engineering di un prodotto. I nostri laboratori funzionano “24 ore su 24” con macchine che operano in modo totalmente automatizzato per il testing di processi e prodotti. Le nostre competenze “core” sono numerose: si va dalle line-card ottiche allo studio di interfacce client ad alta velocità per vari tipi di applicazioni, fino alla creazione di strumenti per l’engineering e la progettazione delle reti e di applicazioni di gestione.

ANW: “Cisco Photonics” è un brand esistente solo in Italia? Esistono altri laboratori Cisco nel mondo o collaborate esclusivamente con laboratori di ricerca esterni?

Altri laboratori di ricerca nel settore della fotonica in Cisco sono presenti a Richardson in Texas e a Bangalore in India e presso la sede principale di S. José. Il laboratorio italiano è la struttura di ricerca e sviluppo che guida a livello mondiale le attività R&D Cisco nelle tecnologie per le reti ottiche, rappresentando un modello di collaborazione internazionale: grazie a un utilizzo intensivo di tecnologie di collaborazione, il laboratorio di Monza è perfettamente integrato con il resto del mondo, ed opera in tempo reale con tutti gli altri laboratori di R&D Cisco.

ANW: Ci fa alcuni esempi di tematiche, progetti ed obiettivi che avete conseguito e perseguito fino ad ora? Quali sono i principali studi e progetti su cui state lavorando attualmente?

ING. CROCI, CISCO: Oggi come oggi la nostra attività di ricerca è concentrata in particolare su alcuni fronti: la progettazione di transceiver ad alta velocità ( 40 Gb/s e 100 Gb/s) “long-haul”; un migliore design DWDM; lo studio di control plane e di strumenti di management per automatizzare l’interazione fra reti tradizionali e reti ottiche, la progettazione di transceiver a basso costo per reti metro da 10 Gb/s di capacità, lo sviluppo e integrazione di interfacce ad alta densità a 10, 40 e 100Gb/s.
L’evoluzione che queste interfacce ad alta velocità hanno avuto ha del miracoloso: nel caso delle interfacce a 10Gbit/s (che sono in grado di trasferire il contenuto di un DVD a migliaia di chilometri in poco meno di 5 secondi) in circa 10 anni siamo riusciti ad ottenere, a parità di prestazioni , un riduzione del volume di un fattore 300 volte ed una riduzione della potenza dissipata di un fattore 28 con i conseguenti vantaggi in termini di ingombro e di energia dissipata.

Tra i progetti di ricerca più importanti, posso citare due differenti casi, affidati da Cisco al gruppo OptCom del Dipartimento di Elettronica del Politecnico di Torino ed a CREATE-NET, un centro di ricerca internazionale non profit dedicato alle tecnologie di rete con sede a Trento.

Il gruppo OptCom del Dipartimento di Elettronica del Politecnico di Torino è impegnato nella prosecuzione di un progetto, avviato nel 2007, relativo allo sviluppo di sistemi di trasmissione da 100 Gb/s e oltre per singolo canale, che rappresentano lo standard in via di affermazione per le infrastrutture di rete del futuro: esse dovranno, infatti, fronteggiare la gestione di un traffico internet in continua espansione, nutrito dal crescente numero di dispositivi connessi alla rete e dall’emergere di nuovi servizi ad alta intensità di dati (in particolar modo video) disponibili su scala globale. La disponibilità di reti ottiche con tali caratteristiche è strategica anche perché si ritiene che il “salto” dagli attuali 40 Gb/s ai 100 Gb/s diventerà commercialmente fattibile nel medio termine, se ne parla già ed esistono già sperimentazioni in corso. Quindi diventa essenziale essere i primi a creare i sistemi di trasmissione in grado di supportare queste capacità, ma anche essere i primi a pensare al “futuro del futuro: reti da 1 Tb/s per canale e 100 Tb/s per fibra, una prospettiva su cui stiamo concentrando attualmente la nostra collaborazione.

CREATE-NET (Center for Research And Telecommunication Experimentation for NETworked communities) ha ricevuto un compito altrettanto importante: sviluppare i sistemi di controllo delle reti ottiche del futuro, rendendone il funzionamento il più possibile automatizzato e omogeneo rispetto al funzionamento delle reti “tradizionali” a pacchetto, con cui le infrastrutture ottiche – che costituiscono la cosiddetta “spina dorsale” del web – si interfacciano a livello locale. Questo porterebbe a un significativo risparmio nei costi di gestione delle reti ottiche per gli operatori delle telecomunicazioni.

ANW: Con chi collaborate in particolar modo?

ING. CROCI, CISCO: Un elemento importante dell’attività di Cisco Photonics Italy è la collaborazione i centri di eccellenza italiani.
Il principale modello di relazione con questi soggetti è denominato SRA (Sponsored Research Agreement): esso prevede la collaborazione diretta con università o centri di progettazione, cui Cisco commissiona un progetto di ricerca, detenendo la proprietà intellettuale dei risultati. Altre forme di collaborazione prevedono la sponsorizzazione di progetti di ricerca di base orientata (CRC – Cisco Research Center) presentati da docenti universitari.
Dal 2005 ad oggi, Cisco ha destinato a tali attività molteplici risorse, selezionando le università in base alla presenza al loro interno di un’esperienza di ricerca più che decennale nell’ambito delle tecnologie ottiche, con risultati noti e riconosciuti a livello mondiale. Oggetto dei diversi progetti di ricerca sono, sostanzialmente, nuove soluzioni che permettano di migliorare le performance delle reti ottiche, e soprattutto di automatizzare il più possibile l’interazione fra esse e le reti “tradizionali” a pacchetto, che costituisce un collo di bottiglia non indifferente per l’implementazione di una rete NGN ultra-veloce. Il tutto pensando ad una prospettiva di sviluppo di medio periodo, da 3 a 5 anni, selezionando solo idee di ricerca praticabili.

AreaNetworking ringrazia Cisco Italia per la collaborazione e da appuntamento ai lettori ad altri e successivi interessanti articoli.

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