Nasce a Verona Julia un nuovo spin off per prevenire gli errori in Java, il linguaggio di programmazione a più alto tasso di penetrazione nel mondo informatico. Dai portatili ai centri di elaborazione dati, dalle console per videogiochi ai computer scientifici, ai telefoni cellulari e a internet, Java è uno dei programmi più utilizzati nell’ambito delle nuove tecnologie.

Per nessuna delle numerose applicazioni informatiche realizzate con Java esiste però la possibilità di prevenire gli errori (bugs). Julia è nata con lo scopo di realizzare un prodotto software capace di analizzare programmi Java e identificare i problemi in automatico.

I protagonisti. La neonata società è formata da Roberto Giacobazzi, preside della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali, da Fausto Spoto, associato di Informatica dell’ateneo scaligero e ideatore del progetto, in collaborazione con alcuni professori dell’Università de la Reunion in Francia ed è supportata da Paolo Errico amministratore delegato di Maxfone e da Paolo Fiorini della M&A Partners.  Da quasi sette anni il team, diretto da Fausto Spoto, lavora allo sviluppo della suite Julia e già nel 2008, quando il progetto non era ancora strutturato, ha vinto il premio alla competizione Start Cup Veneto; il software ha inoltre ottenuto le migliori performance nella competizione TermComp 2010, evento di riferimento mondiale in questo settore.

Che cos’è Java. La piattaforma Java è stata adottata da più di 6,5 milioni di sviluppatori software. Viene utilizzata in tutti i principali segmenti del settore ed è presente in un’ampia gamma di sistemi, computer e reti. Più di 4,5 miliardi di dispositivi sono attualmente basati sulla tecnologia Java, inclusi 2,1 miliardi di telefoni cellulari e altri dispositivi portatili, 3,5 miliardi di smart card ma anche decoder, stampanti, webcam, giochi, sistemi di navigazione per veicoli, terminali delle lotterie, apparecchiature mediche, parchimetri e così via.

Il progetto. Le analisi effettuate da Julia sono basate su una teoria matematica nota come interpretazione astratta, sviluppata a partire dal 1977 dai coniugi Cousot a Parigi. L’applicazione concreta di tale teoria ha richiesto sviluppi teorici e tecnologici notevoli, anche a causa del costo delle analisi e della loro precisione. Solo negli ultimi anni è stato possibile realizzare analisi per programmi potenzialmente molto complessi, di grandi dimensioni e scritti in linguaggi di programmazione di esteso uso industriale in grado di fornire informazioni utili per il programmatore.

Julia è l’unica suite oggi disponibile come strumento di analisi software in grado di integrarsi a livello di rete intranet ed essere erogato in modalità “web service”. Grazie alla sua tecnologia basata su analisi denotazionali, Julia permette di coniugare efficienza con precisione. In questo modo è possibile ridurre i costi di produzione del software ed i rischi di immissione sul mercato di applicazioni malfunzionanti che comportano riparazioni onerose e dannose; pensiamo, ad esempio, al “baco” che lo scorso 28 febbraio  ha bloccato le Playstation Sony in tutto il mondo.

Le prospettive. Entro alcuni mesi sarà ultimata la fase d’affinamento del prodotto che poi sarà lanciato nel mercato del software in Java per acquistare quote sempre maggiori e far diventare Verona un nuovo polo tecnologico mondiale.

Il progetto è già stato presentato lo scorso maggio alla Venture Community di Confindustria Verona ed ha suscitato più di qualche interesse tra gli imprenditori. Julia ora sta valutando le partnership necessarie per proseguire al meglio il cammino intrapreso tra investitori nazionali e stranieri.

“In tempi difficili la volontà di una continua e costante ricerca all’innovazione è alla base per creare e sviluppare nuove iniziative – commenta Fausto Spoto – esistono frontiere del tutto inesplorate dove il coraggio e un attento calcolo del rischio sono gli elementi base per creare le giuste fondamenta. Nel nostro cammino abbiamo incontrato le persone che ci hanno aiutato a dimensionare il mercato, a razionalizzare le nostre idee e disponibili ad affiancarci per affrontare le sfide che verranno. Fondamentale è poter contare su un team dove la sana contrapposizione d’interessi e la discussione critica tra imprenditore e consulente aiutano alla stesura del progetto per affacciarsi al mercato”.

Università degli Studi di Verona

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