Oggi nella nostra pagina Facebook vi abbiamo scritto “Siamo presenti ad una Conferenza Stampa per pochi eletti. Presto vi parleremo di una novità: Quag” (ve l’abbiamo sempre detto, no? Nella nostra pagina Facebook ogni tanto qualche scoop arriva…). Erano le ore 12:00 ed eravamo appena arrivati, in estremo ritardo, al Target Lab Events a Milano, la location scelta per la Conferenza Stampa di lancio. Del resto, come qualcuno di voi sa, stiamo girando l’Italia per… un progetto che interesserà tutti i professionisti e le aziende ICT: un nuovo evento (ma di questo ve ne parliamo un’altra volta… molto presto).

Dopo essere stato invitato direttamente da Mariano Pireddu, con una apprezzata telefonata di qualche giorno fa, stamattina confidavo di poter dedicare più tempo a questo progetto tutto italiano nato, a quanto pare, con un obiettivo simile all’altra creatura di Mariano Pireddu: Volunia.

Quag, infatti, vuole rendere social la ricerca, considerata “statica” senza una potenziale relazione tra gli utenti. Come? Semplicemente unendo gli utenti che hanno cercato, o stanno cercando, le stesse cose. Si parla, quindi, di interessi comuni. La parola Quag, del resto, deriva dalla fusione di Query e Tag ovvero: “ricerca” e “punto di incontro”.

Oltre all’investitore del progetto Volunia, Mariano Pireddu appunto, un’altra figura chiave di Quag è Luca Giorcelli, direttore tecnico del progetto. Luca, infatti, può vantare una lunga ed importante esperienza nel Web, sotto vari punti di vista. Gestisce anche il team di sviluppatori, una ventina di professionisti, all’opera da Agosto 2012, dislocati tra Padova e Cagliari.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Quag non rappresenta un nuovo motore di ricerca autonomo. Non è questo il suo lavoro. Lo scopo è utilizzare i motori Google e Bing per restituire risultati arricchiti dell'”esperienza utente”. La cosiddetta ricerca aumentata. Quag permette di conoscere in tempo reale quante persone hanno fatto una ricerca simile e di interagire con esse. Il tutto funziona grazie all’argirismo SBIG (Search Based Interest Graph).

Oltre a tutto ciò, Quag è anche meritocratico. Permette, infatti, di fornire una valutazione agli utenti in base alle loro azioni (es: quando si ritiene importante una risposta data dall’utente). All’aumentare delle valutazioni positive su di una persona, aumenterà anche la visibilità dei suoi contenuti.

“Ogni giorno nel mondo vengono effettuate 3,2 miliardi di ricerche e tutte avvengono in modo solitario. Se da un lato tutti gli interessi diventando una ricerca, dall’altro le nostre ricerche non ci permettono di entrare in contatto con altre persone che hanno interessi simili ai nostri”. E’ così che inizia la brochure cartacea che abbiamo in mano.

Ma, come dico sempre, un video vale più di mille parole:

Le 10 ragioni per usare Quag

  • 1) Quag ti semplifica la vita
  • 2) Quag è la ricerca con la collaborazione di chi ha i tuoi stessi interessi
  • 3) Quag tu connette con chi ha i tuoi stessi interessi
  • 4) Quag è il piacere di donare e ricevere conoscenza
  • 5) Quag ti fa sentire utile
  • 6) Quag è vivere Internet in maniera completa
  • 7) Quag è per tutti
  • 8) Quag si adatta alle tue abitudini di ricerca
  • 9) Quag protegge sempre la tua privacy
  • 10) Soltanto Quag fa quello che fa Quag

Se non si vuole variare la propria abitudine nella ricerca, è possibile installare un plugin/addon nel proprio browser (per ora Firefox e Chrome) così da continuare a cercare, ad esempio, su Google con l’integrazione delle funzionalità Quag in un’area laterale, come nell’immagine seguente:

A presto con le successive novità su Quag.