A proposito dell'autore


Nell’arco di circa 4 anni di lavoro, presso una softwarehouse, come sistemista abbiamo affrontato le problematiche più disparate, sia dal punto di vista sistemistico che da quello prettamente relativo all’architettura del software. Famosa è diventata nell’ambiente la frase “Ma qui funziona!!” solitamente utilizzata dal programmatore comodamente seduto in ufficio, una volta interpellato a controllare una qualche funzione, che evidentemente in ufficio funziona, mentre si ci trovava in mezzo a una catastrofe presso il cliente di turno.

Chiamiamole pure avventure, di certo da tutte queste esperienze si è potuto imparare molto sull’architettura software da utilizzare quando si ci trova davanti a soluzioni che necessitano scalabilità e elevato accesso concorrenziale. Pian pianino accumulando informazioni riguardo alle problematiche che si sono presentate e alle soluzioni messe in produzione ho potuto redigere un bel grafico (Ovviamente in inglese per non perdersi il significato dei termini nelle traduzioni).

Per patterns intendiamo soluzioni architetturali ripetibili applicabili al proprio software per risolvere una determinata problematica. Per anti-patterns intendiamo la scarsa esperienza/conoscenza da parte di un programmatore di una soluzione ottimale per risolvere un problema o altrimenti l’applicazione di una soluzione ottimale, ma applicata al problema sbagliato. Non ci sono punti di partenza ma solo le soluzioni ottimali in blu collegate tramite una freccia descrittiva agli effetti, in rosso, che si possono riscontrare sul sistema.

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