domenica, Maggio 22, 2022

L’auto secondo Google

Federico Lagnihttps://www.areanetworking.it
Appassionato di innovazione in tutte le sue forme, è fondatore e CEO di AreaNetworking.it, uno dei maggiori punti di riferimento online del settore ICT. E' anche fondatore ed Event Director di alcune importanti conferenze, come Crypto Coinference, la più importante conferenza dedicata alle criptovalute e la blockchain, e il GDPR Day, una conferenza molto verticale dedicata appunto al GDPR ed alla Data Protection. Inoltre, è fondatore e Presidente di Tesla Club Italy, il primo club Tesla italiano e tra i primissimi al mondo. Al tempo stesso, è anche fondatore e CEO di Enerev, la prima azienda italiana specializzata nel noleggio a breve termine di auto Tesla, nonché società di formazione e di riferimento per diverse soluzioni dedicate alla mobilità elettrica. Partecipa ad eventi e conferenze come speaker e formatore.

Chi mi conosce un po’ più da vicino sa che sono appassionato anche di automotive elettrico (sono il fondatore anche di TeslaItalia.it, il primo sito in Italia riguardante Tesla Motors). Gli amici di Automotive Space hanno pubblicato un articolo interessante dal titolo “L’auto secondo Google“.

Ve lo voglio riproporre qui, per un motivo ben preciso: l’ICT, l’informatica, le Telecomunicazioni… non sono più “discipline” e settori fine a se stessi (da un po’ oramai). I più attenti si saranno infatti accorti che i grandi player, a livello di marketing e di prodotto, puntano sempre più su tantissimi altri aspetti della vita umana. In altre parole, a Google, Cisco, Microsoft (e decine altri) tra i propri obiettivi non avranno solo il miglioramento della ricerca in Internet o come gestire al meglio il routing in rete… ma anche cambiare, in meglio, la vita di ogni umano. Oggi in questo articolo parliamo di automobili… ma giusto per sostenere la mia tesi vi segnalo anche il progetto degli occhiali Google.

Inizio articolo.

Articolo di Raffaele Vincenti

Il conducente? E’ un optional!
Come si fa a creare qualcosa di realmente innovativo in campo automobilistico?

La risposta è: think different!

E’ quello che hanno fatto i geniali artefici di Google, Larry Page e Sergey Brin, giungendo ad un’originale e difficilmente opinabile conclusione: “il limite dell’automobile che conosciamo è legato ai limiti del guidatore!

L’esperienza di guida, lo stato psicofisico e tanti altri fattori umani costituiscono delle variabili aleatorie che complessivamente determinano la sicurezza di numerose vite umane che popolano un ambiente urbano assediato dalle automobili.

E’ possibile che lasciamo la nostra sicurezza in balia di tanta casualità?
Questo probabilmente è il quesito che si sono posti i leader di Google, desiderosi di creare una soluzione che introduca una svolta nell’ambito della mobilità, con l’ambizioso obiettivo di dimezzare l’attuale numero di vittime per incidenti stradali.

Generalmente si pensa al futuro dell’auto solo per ciò che riguarda il motore e l’alimentazione, mentre le avanzate tecnologie nel campo della sensoristica, adeguatamente implementate, possono dare un sostanziale supporto della guida. Queste hanno però messo in risalto un punto nevralgico: occorre un cervello che sappia leggere velocemente diversi sensori e fornire istantaneamente delle informazioni utili alla guida. Ma il guidatore è in grado di utilizzare bene queste informazioni per la condotta di guida a beneficio della sicurezza?
Non sempre! Almeno fino a quando è lui a guidare!

Ma allora, se il guidatore rappresenta il limite del mezzo, perché non lo eliminiamo?

Questo è il fondamento alla base del progetto condotto da Google grazie all’ausilio di Sebastian Thrun – Esperto in Robotica allo Stanford Artificial Intelligence Laboratory and co-inventore di Google Street View – e Chris Hanson – Lead Engineer.

Il guidatore di una Toyota Prius opportunamente allestita è sostituito da un computer che analizza in tempo reale le informazioni provenienti da uno scanner rotante posto sul tetto contenente 64 laser. Questo “occhio tecnologico” osserva e studia l’ambiente circostante la vettura e fornisce le istruzioni di guida ai vari attuatori (sterzo, acceleratore, freni, ecc.) guidando in completa autonomia.

Sono stati percorsi oltre 175000 miglia ed è stata vinta una competizione indetta dal governo statunitense per questo genere di veicoli, impiegati in una dura prova di attraversamento del deserto, dove la Google Car è stata l’unica vettura a raggiungere il traguardo.

Il filmato seguente consente di farsi un’idea sul valore di questa invenzione:

 

 

I tempi di reazione di questo complesso sistema, la precisione e la freddezza sono irraggiungibili da un essere umano. Il sistema si sostituisce al guidatore e gestisce ogni possibile aspetto della guida in un ambiente reale (emergenze, percorsi difficoltosi, condizioni meteo proibitive, ecc.) monitorando lo scenario completo che circonda l’auto.

Le potenzialità sono numerose:

  • Incremento (in sicurezza) della densità dei veicoli sulle strade.
  • Mobilità in autonomia per le persone di limitata abilità.
  • Mezzi pubblici senza guidatore
  • Shuttle Bus senza guidatore (aziendali o navette da e per i parcheggi)
  • Possibile telecontrollo e monitoraggio dei veicoli da remoto

L’avvento delle Smart Grids e della trazione elettrica (o ibrida) moltiplica i benefici di questa Driverless Car con i servizi di infomobilità disponibili sia per i passeggeri che per le persone che attendono l’arrivo di un mezzo.
Il tempo di spostamento viene impiegato in maniera più intelligente per attività utili invece di essere disperso per le banali operazioni di guida. E’ come avere la possibilità di spostarsi in auto facendo affidamento su un’invisibile autista fedele ed infallibile!

Senza dubbio un’auto del genere cambierà la nostra relazione con l’automobile, e non è assurdo pensare che arriverà il tempo in cui le future generazioni penseranno a quanto fosse ridicolo che gli uomini guidassero le auto.

Link all’articolo originale su Automotive Space

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