A proposito dell'autore

E' laureato in Marketing, oggi e' Account Executive per il piu' grande distributore indipendente al mondo di prodotti Cisco Systems. Dopo qualche anno trascorso in Italia ha continuato la sua esperienza lavorativa nei Paesi Bassi, dove ha sviluppato il mercato italiano per diverse multinazionali. E' un appassionato di programmazione neuro-linguistica e self-development.

“L’errore più grande che si può fare è quello di credere che si sta lavorando per qualcun altro. I tempi del lavoro sicuro sono finiti. La forza motrice di una carriera deve venire da noi stessi. Ricorda, i lavori sono di proprietà dell’azienda, tu possiedi la tua carriera!”

Questo lo scrisse Earl Nightingale, (March 12, 1921 – March 28, 1989). Anche lui visse in un periodo difficile come il nostro, causato da una crisi come la nostra (S&L Crisis) e quindi oggi più che mai le sue parole dovrebbero essere ricordate.

Considerando quindi che la carriera e’  una nostra completa responsabilita’, non possiamo che affrontare la crisi, l’aumento del tasso di disoccupazione, l’aumento dei prezzi e della pressione fiscale con un investimento continuo e mirato alla nostra formazione personale e professionale.

Esiste a riguardo una ricerca di NetworkWorld su 700 professionisti dell’IT in USA (2011), per capire se davvero la certificazione professionale è uno sforzo che viene riconosciuto e premiato all’interno del mercato del lavoro o è solo uno strumento utilizzato dai vendor per poter guadagnare a spese dei professionisti.

Risulta in realtà che nel 2011 il 26% abbia dichiarato di non avere ricevuto nessun beneficio, e che il 74% invece abbia ottenuto un avanzamento di carriera, un nuovo lavoro o un aumento della retribuzione.



Interessante vedere che tra tutti gli intervistati ben il 67% degli intervistati aveva guadagnato una qualche forma di certificazione della tecnologia di rete e che la certificazione Cisco CCIE è la più preziosa, visto che ce l’hanno il 44% di quelli che guadagnano più di $ 110.000 e tra chi guadagna meno solamente il 4% è CCIE.

Non tutte le certificazioni Cisco sono però considerate importanti, la CCNA è ovviamente considerata la meno importante non solo tra le certificazioni Cisco ma nel mondo delle certificazioni in genere, e la CCSP invece è richiesta per posizioni di medio-alto livello.

Oltre al livello della certificazione Cisco (Associate-Professional-Expert) è anche importante il campo della specializzazione e in questo caso quello che risulta dare i maggiori benefici è quello della sicurezza.



La ricerca completa è disponibile al seguente link: http://www.networkworld.com/slideshows/2011/112111-survey-it-certifications-lead-to-jobs.html

E voi cosa ne pensate?

  • chris

    aiutatemi a capire una cosa scusate, io sto studiando per la CCNA che è abbastanza difficile e mi venite a dire che poi non ci faccio nulla? quali sono le certificazioni più richieste nell’ambito entry-level? Sto facendo bene a studiare per la ccna o è solo una perdita di tempo??

  • belgab

    se studi con cura, e sopratutto metti in pratica quello che studi, non sarà mai tempo perso… vero è che sovente le “soft skills” aiutano ad ottenere e mantenere un posto più delle certificazioni (e sovente più delle skill meramente tecniche).

  • Ciao Chris,
    Stai facendo bene, tranquillo… ma non vedere la CCNA come punto di arrivo bensì il contrario: deve essere il primo scalino per arrivare oltre.
    Le certificazioni Cisco hanno un oggettivo valore… anche la CCNA, tranquillo (anche se molto meno di 5-6 anni fa… semplicemente perchè è aumentato il numero di certificati).

    A presto.

  • ace

    Ma quanto è utile dire che in USA chi ha le certificazioni guadagna di più? In Italia il mercato del lavoro mica è uguale!
    Ci vorrebbe uno studio che dimostri che in Italia le certificazioni fanno guadagnare di più … non vi pare?
    Io sono scettico al riguardo.

  • Rocco Pierpaolo Sicilia

    USA e Italia… due mondi abbastanza diversi direi… non possiamo metterli a paragone.
    Detto questo ritengo che seguire un percorso di certificazione è sempre un bene, per noi stessi. Purtroppo credo che quel bel grafico a torta riporterebbe percentuali ben diverse se lo studio fosse fatto in Italia. Parola di certificato ;-)

  • nicola

    Il sondaggio, anche se fatto in USA, dovrebbe essere indicativo, non degli stipendi, ma almeno dell’utilita’ della certificazione.

    Considerate che tra i 700 intervistati, quasi
    il 50% aveva piu’ di 10 anni di esperienza e che il 4,3% aveva una posizione manageriale di rilievo (CIO-CTO-CSO). Comunque e’ vero che sarebbe molto piu’ interessante una indagine italiana, ma non mi pare di averne mai trovata una. Ne parlero’ a Federico Lagni dovremmo organizzarla noi e con il vs aiuto dovremmo raccogliere abbastanza dati per capire un po’ meglio la situazione del mercato italiano.

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  • Rocco Pierpaolo Sicilia

    Sarebbe veramente molto interessante e indicativo della nostra situazione rispetto al resto del mondo.

  • Ringhio

    chiedo scusa, ma “leggendo” le slide della ricerca, mi potreste indicare il passaggio dove si deduce che: “Non tutte le certificazioni Cisco sono però considerate importanti, la
    CCNA è ovviamente considerata la meno importante non solo tra le
    certificazioni Cisco ma nel mondo delle certificazioni in genere” ?

    perche la realtà del mercato del lavoro USA dimostra esattamente il contrario, è la certificazione più richiesta per poter accedere al settore del networking professionale.

  • lavoro nella zona di New York da 4 anni circa. Anzi per dirla tutta ora sto cercando seriamente una posizione come IT Tech visto che l’ho recentemente persa and I got laid off, come dicono da queste parti (capita a tutti prima o poi). Nessun panico, si riparte con ancora piu’ entusiasmo. Volevo spezzare una lancia in favore delle certificazioni. Anche quelle cambiano di valore. Quelle che non contavano una pippa ora contano e viceversa. Si e’ vero che CCNA e’ andata un po’ giu’ di moda ma se guardi le posizioni aperte qui in US moltissime la richiedono ancora. Anche ComTiA non e’ male perche’ e’ considerata vendor neutral. Le certificazioni e’ vero richiedono tanta dedizione specialmente per una testa dura come la mia ma quando si acquisiscono diventano non solo importanti ai fini professionali ma anche per l’autostima che da queste parti e’ tanto apprezzata. E’ altrettanto vero che le “soft skills” cioe` le capacita`interpersonali o quoziente di intelligenza emotiva come riporta wipedia contano assai. Ho lavorato per un grande dealer di macchine multifunzione che aveva differenti accounts. sono stato in molte aziende dalle piu’ piccole come una ditta di trasporti polverosa e rude a quelle finanziarie e super yuppies di Wall Street passando per quelle governative come NYC government e ONU ma tutte presentano dei connotati strutturali molto efficenti e produttivi. Ho lavorato per la maggior parte della mia vita in Italia e il confronto dice che l’Italia deve spingere un po’ di piu’ su l’innovazione e sbarazzarsi dei matusa che pensano matusa, ma questo e’ un’altro argomento.

  • Nicola

    Slide 9

  • JJoyce

    «CCNA è ovviamente considerata la meno importante non solo tra le
    certificazioni Cisco ma nel mondo delle certificazioni in genere».
    Come si fa a dire una cosa simile? Senza la CCNA non puoi mica accedere alla CCSP? O si? E quali sarebbero “le altre certificazioni in genere”? La CompTIA A+?

  • Andrea_Mauro

    Il problema grosso delle certificazioni è che spesso non sono conosciute da chi le dovrebbe richiedere (ossia i clienti).
    Posso essere utili alle aziende (perché spesso tornano comode per la partnership con il vendor XY)… sicuramente sono utili per chi le consegue (crescita comunque professionale).
    Ma chi commissiona i lavori, spesso per ignoranza, non bada se chi realizza un progetto e/o chi lo implementa è certificato.
    E’ come se per realizzare un progetto di una casa utilizzo un mutatore… (magari è pure più bravo dell’architetto, ma in generale no). Per l’edilizia questo problema non sussiste, visto l’obbligo di firma.
    Ma per l’IT chiunque può implementare e/o realizzare progetti anche complessi… alcuni risultati poi però si vedono :(
    Vero è che la certificazione non sempre attesta che si è padroni della materia… ma questo è un altro discorso…

  • Ciao Andrea,

    Hai toccato effettivamente un altro punto critico delle certificazioni: dovrebbero essere richieste/conosciute non solo dalle aziende (parlo di system integrator, provider, etc) ma anche dai CLIENTI.

    Purtroppo ai clienti poco interessano le certificazioni. Quest’ultime sono sempre rimaste nel rapporto tra azienda–>professionista. Il cliente ne è sempre rimasto fuori.

    Comunque non mi sento di considerare completamente sbagliata questa cosa. I clienti commissionano dei lavori ormai sempre più con un approccio “as a service”. Questo significa che ai clienti finali poco importa cosa c’è (e chi c’è) dietro le quinte. L’importante è il risultato finale (che un’azienda di un certo tipo cercherà di garantire con personale certificato e quindi, teoricamente, competente).

  • Andrea_Mauro

    E’ importante che vi sia la libertà di scegliere (e ci mancherebbe)… però il primo che ci rimetti per un pessimo servizio è proprio il cliente. E paradossalmente pure il vendor (che rischia di perdere in credibilità, se il suo prodotto è stato progettato/installato/configurato male o non come serviva).

    Chiaro che poi l’equazione certificazione = professionalità non è scontata e non è sempre vera (né in una direzione, né nell’altra). E qui forse bisognerebbe lavorare per renderle più credibili.

    D’altra parte mancano altri criteri oggettivi per valutare la bontà di chi presta servizio e spessi ci si limita a valutare altri aspetti che (spesso) non centrano nulla, come ad esempio i prezzi.

  • emmanuele

    ancora un articolo di eccezionale importanza daparte dei nostri amici di AN.

    grazie mille ragazzi!

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